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IL VINO: LA BEVANDA, DELIZIA DELLE NOSTRE TAVOLE

Sin dai tempi più antichi il vino è considerato la bevanda “sacra” delle nostre tavole. Prodotto per eccellenza della terra di Capitanata, il “liquor” di Bacco rappresenta una preziosa fonte di reddito per l’agricoltura nostrana. Bianco, rosso o rosato che sia sulle tavole non può in alcun modo mancare. Un buon bicchiere di vino ritempra lo spirito e concede al nostro corpo un dolce senso di soddisfazione soprattutto per la sua serbevolezza.

In tempi recenti, nonostante l’agricoltura attraversa un periodo poco florido, il vino continua a padroneggiare sulle tavole degli italiani: il nostro vino è noto non solo nel Bel Paese, ma anche all’estero e questa testimonianza di garanzia e di affidabilità ci è stata confermata anche dalla fiera del “VINITALY” di Verona, tenutasi recentemente, in cui la Capitanata era rappresentata da ben 12 aziende agricole: D’Alfonso del Sordo (San Severo), Cantine “Torre Quarto” (Cerignola), Tenuta “Coppa d’oro” (San Severo), Vinolea Paradiso (Cerignola), Cooperativa “Svevo” (Lucera), L’Apulia (San Severo), L’Antica Cantina (San Severo), “Terre Federiciane” (San Severo), Torretta Zamarra (San Severo), Azienda Agricola “Ariano”(Torremaggiore), Cantina Cooperativa “Fortore” (Torremaggiore) e Cantina Sociale (Ortanova).

Lusinghieri sono stati i successi conseguiti dai nostri vini: quattro menzioni sono andate rispettivamente ai rossi “Guado San Leo” e “Cava del re” dell’Azienda Agricola D’Alfonso del Sordo di San Severo, “Belmantello” della Vinolea Paradiso di Cerignola e “Tarabuso” delle Cantine “Torre Quarto”.

L’esposizione dei vini in un ente fieristico come quello di Verona, già noto perché celebra annualmente l’edizione internazionale della “Fiera dell’Agricoltura” è una garanzia importantissima soprattutto per ragioni di marketing e di commercializzazione del prodotto. Il mercato oggi esige tanto non solo dal produttore, ma soprattutto dal consumatore: è quest’ultimo il giudice supremo di sconfitta o di vittoria di un determinato prodotto, per cui una buona campagna di marketing è fonte certa in termini di guadagno e di conoscenza dei prodotti.

Spesso noi meridionali siamo un po’ restii ad avere fiducia nel mercato: se presentiamo all’utente finale un prodotto ben conservato e confezionato ne sono certo che l’apprezzamento verrà. Il vino, in quanto prodotto “principe” della nostra agricoltura e della nostra economia, deve essere sempre di più valorizzato sul mercato non solo nazionale, ma internazionale. E’, forse, l’unico modo per far conoscere agli altri i nostri “gioielli” e la nostra maggior fonte di ricchezza. Se sapremo andare avanti sulla strada della “tipizzazione” e del marchio, sono sicuro che otterremo risultati sia sul piano della valorizzazione del territorio, sia su quello agricolo, che si tradurrà in termini anche di incremento del turismo locale, che porterà ad un aumento dell’occupazione giovanile.

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