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IL VIRUS NON FA PIU’ PAURA

ORA! LEGALE.

Il cosiddetto DPCM Natale, ha creato lo scenario di una tregua della pandemia per consentire alla popolazione di adoperarsi per effettuare le compere in attesa dell’arrivo del Natale.

In pratica si è fatto passare il messaggio che il virus in questo momento è passato in secondo piano, come se la media di 600 morti al giorno sia un dato trascurabile.

La realtà è che si tratta di una operazione commerciale per stimolare gli acquisti, che in questa fase dell’anno rappresentano la linfa vitale per molte aziende.

Ciò è vero ed auspicabile, se il buonsenso nel rispetto delle regole del distanziamento sociale, non fosse altamente disatteso da tanti che sottostimano i rischi dell’assembramento.

Ed è dimostrato dalla esperienza dell’estate scorsa, quando anche in quel frangente si sono rotti gli argini della rigidità e si è consentito di agire nella più completa indifferenza della pandemia, che era solamente sopita.

Ma a differenza di allora, adesso si va verso la stagione invernale, caratterizzata dalla diminuzione nell’uomo delle difese immunitarie e dalla comparsa di numerose infezioni virali.

E i risultati potrebbero essere catastrofici, perché il nostro sistema sanitario nazionale è in grado di contenere un certo numero di ricoveri e di terapie intensive, dopodiché c’è il rischio che non si riesca a gestire la situazione e che si verifichi un collasso delle strutture sanitarie.

Senza contare che il numero dei morti potrebbe aumentare a dismisura.

Diventa quindi imprescindibile il ricorso alle elementari regole di distanziamento sociale, previste per scongiurare un contagio su larga scala.

Si può, anzi si deve andare a fare shopping, ma occorre essere cauti e coscienziosi, rispettando le distanze nei negozi, nei bar e nei supermercati, evitando di banchettare attorno ad un tavolo composto da tante persone, lasciando da parte le manifestazioni di giubilo esasperato per questo o quel personaggio famoso e soprattutto proteggendo i nostri anziani, che sono i soggetti più vulnerabili.

Ma ciò che più deve rilevare è la consapevolezza che siamo in un’epoca di emergenza planetaria, epocale e catastrofica e continuare a minimizzare le conseguenze di questa tragedia o peggio ancora reiterare la teoria negazionista o complottista, porta ad esacerbare gli animi ed a creare confusione nella popolazione.

Molti se ne infischiano delle regole e del rispetto dell’altrui libertà a non essere contagiati, forse perché quello che stiamo affrontando è un nemico subdolo ed invisibile che non crea allarme, come potrebbe invece essere con una guerra, con i bombardamenti e le scorribande del nemico.

Probabilmente senza questi episodi di leggerezza, che potrebbero anche essere identificati come attività di terrorismo mediatico, avremmo gestito meglio questa pandemia ed avremmo tirato fuori solo il meglio di noi stessi.

Ora invece, anche in prospettiva, possiamo dire di aver tirato fuori soprattutto il peggio.

LUIGI CENTUORI

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