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In approccio alla “Fase 2”, le opionioni dei medici: “Guai ad abbassare la guardia. Sarebbe aver reso inutili tutti i sacrifici fatti fino ad oggi, compresa la chiusura delle scuole”.

C’è la necessità di far ripartire il Paese evitando, però, che riparta anche il contagio, come accaduto in Germania e in Francia. Le comunità di Capitanata, tranne i casi noti, hanno dimostrato responsabilità e il pericolo derivante dalle conseguenze del contagio da Covid-19. La scienza, in attesa del vaccino, sta ripetendo che solo il distaziamento sociale, la mascherina e il disinfettante, usati da tutti, sono la soluzione al problema. Il servizio sanitario, invece, deve potenziare e rendere efficiente il contesto territoriale. “Da medico del territorio, e considerando i numeri del bollettino regionale, vedo che il numero dei contagi è in calo ma resta significativo il numero dei decessi – ha dichiarato Wilma Ardisia -Quindi, la fase più critica sarà proprio quella che inizierà dal 4 maggio, applicando in modo più incisivo le norme di sicurezza, senza abbassare la guardia. Tutti devono tenerne conto. Continuo a notare, però, che le persone non hanno capito che in giro c’è un virus sconosciuto, che vive in mezzo a noi, che cammina con noi, e che ha provocato circa 27.000 morti. Più persone saranno in giro senza valide motivazioni, più il contagio aumenterà. Dal 4 maggio c’è da muoversi davvero in modo responsabile, con il distanziamento sociale, con le mascherine e l’igiene delle mani. È un concetto da stressare! In giro vedo assembramenti, tante auto, chi fa uso improprio della mascherina lasciando il naso scoperto”. La dottoressa entra nel merito: “Non si tratta del ripristino della libertà violata o di una libertà conquistata ma il riappropriarsi, con cautela, della normalità. Le difficili decisioni prese dal governo, diventano le scuse, le ‘pezze a colori’, per uscire tutti i giorni e più volte al giorno, che portano ad un aumento dei contatti e, di conseguenza, dei contagi. Fortunatamente, gran parte della popolazione è diligente. Dio non voglia che la curva dei contagi torni a salire. Perchè, poi, altro che lockdown! In quanto si dovrà chiudere tutto per evitare il collasso del servizio sanitario che vede ancora tante persone in terapia intensiva”. I servizi territoriali dell’ASL, dal 4 maggio, saranno gli avamposti, quindi: “Il Territorio avrà un ruolo importante in questa seconda fase – ha chiarito Wilma Ardisia – Dovrebbero partire le USCA (unità sanitarie di continutità assistenziale), ma si aspettano le risposte dei medici, che avranno come compito quello di dare assistenza domiciliare ai pazienti Covid-19: positivi in quanto tali; dimessi dall’ospedale dopo l’infezione; con sintomatologia sospetta. Il tutto con il coinvolgiomento dei medici di famiglia. Ma stiamo aspettando le disposizioni regionali. In attesa del vaccino – ha concluso la dottoressa- dobbiamo avere uno stile di vita più rigoroso della fase precedente”. Leitmotiv ripreso da Martino Specchiulli, medico di famiglia ad Apricena: “Bisogna partire dal fatto che il virus lo spostiamo noi. Sono le persone il vettore del suo trasporto in giro: per questo i comportamenti devono essere responsabili e sempre prudenti. Il 4 maggio non sarà il ‘liberi tutti’: attenzione! Sarà bello incontrarsi ma sempre a distanza e con la mascherina. Baci, abbracci e banchetti possono aspettare. Gli assembramenti saranno un problema e, ad iniziare dagli studi medici, bisognerà entrare contingendati e su appuntamentotanto per tutelare i pazienti, quanto per noi e i nostri collaboratori. Un metodo che ci farà lavorare meglio e che rientra nella convenzione nazionale dei medici di famiglia e dei pediattri di libera scelta”. Vincenzo del Vicario è un pediatra e porta lasua opinione: “Al momento, da un punto di vista pediatrico, in Italia abbiamo circa 2000 bimbi positivi e ce ne sono anche nelle nostre città. La chiusura delle scuole ha favorito la tenuta bassa di questi numeri. Oggi, siamo riusciti a gestiere la situazione in modo agevole anche perché, in età pediatrica, c’è una sintomatologia diversa rispetto all’età adultà. Dal 4 maggio, nei limiti del possibile, si devono mantenere quelle buone prassi che hanno contraddistinto i sanseveresi ma con un’ulteriore attenzione, perché ci sarà più movimento. A maggior ragione: mascherina; distanziamento sociale; igiene delle mani”. Vincenzo del Vicario affronta una questione che potrebbe essere della Fase 3: “Il dipartimento d’Igiene e sanità pubblica, per la stagione autunno/inverno, deve già programmare una massiccia campagna vaccinale antinfluenzale, e non solo, peri bimbi da 6 mesi a 6 anni e per tutte le categorie a rischio, anche perché ci sarà la riapertura necessaria delle scuole. È fondamentale la riapertura della scuola – ha concluso il pediatra – perché i bimbi traggono insegnamento e stimoli dalla socializzazione. In virtù di ciò, non bisogna abbassare la guardia e qualche altro sacrificio tornerà a vantaggio di tutti”. Ma lo si deve alle vittime, tra cui tante persone anziane, prima che si perda la memoria storica delle comunità locali.

Beniamino PASCALE

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