Sport

IN LODE DI CARMELO BOSCO

di VANNI PELUSO CASSESE

Mi rivolgo questa volta a una platea di Lettori forse più ristretta di quella solita. Mi rivolgo, in particolare, a una categoria di addetti ai lavori del mondo sportivo. Ai preparatori atletici. Nello specifico a chi ha responsabilità della formazione dei giovani giocatori, preparandoli dal punto di vista fisiologico a reggere con successo gli sforzi che sono propri dell’attività sportiva. Ma che hanno anche la responsabilità di dotarli di un equipaggiamento muscolare idoneo a dare il miglior sostegno alla tecnica specifica dello sport praticato. Quando si affronta con criterio rigoroso tale argomento, non si può fare a meno di pronunciare il nome di un grande uomo di scienza, CARMELO BOSCO. Per avere una rappresentazione, seppur minima, della sua valenza nel panorama internazionale dedito allo studio della fisiologia muscolare e, quindi, dei cultori della preparazione atletica, riporto solo alcune delle sue innumerevoli presenze in organismi scientifici. Laddove, grazie alle sue teorie e sperimentazioni, le canoniche basi della metodologia dell’allenamento hanno subito modifiche e stravolgimenti. Il suo genio, le sue conclusioni nell’ambito della ricerca, l’hanno introdotto nei programmi di preparazione fisica degli astronauti della NASA (Agenzia Spaziale Americana), dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dell’Agenzia Spaziale Russa. I suoi studi, riguardanti la relazione tra testosterone e forza esplosiva e quelli sull’effetto dello stimolo vibratorio sul sistema biologico, hanno ottenuto consensi in tutto il mondo scientifico. Ha diretto centri di sperimentazione in Finlandia, dove ha anche insegnato per molti anni nella locale Università di Jyväskylä, in USA, Ungheria, Svizzera, Spagna e Francia. In Italia ha insegnato presso le Università di Catania, Milano e Roma. Ha lavorato come consulente in diverse Federazioni Sportive Nazionali. E’ stato consulente tecnico-scientifico di svariati Club calcistici come Inter, Genoa, Avellino, Catania, Spal, Udinese. Si potrebbe continuare ancora per molto, perché infinite e autorevoli sono state le sue iniziative riservate alla formazione professionale dei preparatori fisici sportivi. Formazione grazie alla quale un preparatore atletico giammai potrà essere un killer delle abilità atletiche di un giocatore, per sua fortuna, bensì un costruttore di qualità neuro-muscolari idonee allo sport praticato e non ad uno dalle caratteristiche completamente diverse. Eppure tanti preparatori non conoscono o rifiutano i metodi di BOSCO. Alcuni lo hanno considerato un visionario, salvo ad avvalersi, poi, delle sue teorie e degli strumenti di valutazione delle caratteristiche neuro-muscolari da lui inventati. Ma cosa ci ha lasciato in eredità perché i nostri programmi d’allenamento atletico nel calcio, nel basket, nel volley e in tutti gli sport di squadra e individuali, siano fondati su una corretta interpretazione scientifica? Ci ha insegnato ad analizzare le diverse azioni che un giocatore compie durante la sua gara per poter, poi, stabilire qual è la tipologia di lavoro muscolare che deve essere particolarmente allenato. E sembra poco. Di quale considerevole vantaggio la mia professione si è avvalsa, grazie agli insegnamenti che mi sono derivati dall’aver ascoltato molte delle sue avvincenti conferenze.

 

 

 

 

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