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INCENDIO A MARINA DI CHIEUTI: UN DISASTRO. Bruciati 158 ettari di pineta e macchia mediterranea.

Marina di Chieuti: il 7 e l’8 luglio 2025 saranno date che ricorderanno il più grande disastro ambientale avvenuto in questa zona.

Il riferimento ovviamente è rivolto all’incendio divampato nel pomeriggio di ieri.

Sul posto hanno operato Canadair, Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Foggia, una squadra dell’ARIF PUGLIA, e l’associazione di volontariato RGPT di Chieuti.

Il fuoco alimentato da un forte vento di libeccio ha percorso diversi chilometri raggiungendo

Il territorio di Serracapriola quasi fino alla località Torre Mozza.

A seguito della gravità della situazione la linea ferroviaria Pescara-Foggia che attraversa l’area e il tratto della statale 16 tra Chieuti e Ripalta sono state chiuse.

Dalle prime ore dell’alba di oggi, tre canadair stanno sorvolando la zona per domare le fiamme, a terra Vigili del Fuoco e una squadra dell’ARIF PUGLIA che provvederanno all’intera bonifica.

La situazione al momento non è ancora sotto controllo e l’incendio ancora non è estinto, complice il vento e la vegetazione secca. Da una prima stima, le fiamme hanno divorato circa 158 ettari di pineta e macchia mediterranea.

Il dopo di un disastro così grande è sempre doloroso, osservando gli alberi colpiti, guardandosi intorno c’è solamente distruzione, deserto. Un paesaggio desolante che provoca un senso d’impotenza e di rabbia. Ancora una volta, purtroppo, la mano criminale ha vinto, ha distrutto anni di lavoro di operai forestali che dal primo novecento hanno creato questo polmone verde che rappresenta il fiore all’occhiello di questa Marina di Chieuti. Un paesaggio spettrale che rimarrà impresso negli occhi di chi in questi anni ha lavorato per far crescere l’intera pineta e di chi cerca di salvaguardarla quotidianamente. Il riferimento va ai tanto vituperati e mai nominati operai ARIF di tutta la regione Puglia, ricordando anche a tanti sbadati osservatori social che uno di essi Mario Rotiglio di 67 anni di Ostuni, l’anno scorso in quel di Ceglie Messapica ha perso la vita mentre spegneva un fuoco, colpito da un ramo di un albero bruciato. Questo solo per ricordare  che ci sono anche gli operai ARIF di tutta la regione.

Ora qualcuno nei piani alti, alti, dovrà per forza di cose sedersi e con le mani tra i capelli dovrà porsi alcune domande e darsi delle risposte. Un agricoltore in pensione, arrabbiatissimo dice a proposito: “ho lavorato tanti anni alla forestale (l’allora Corpo Forestale e l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, oggi ARIF), e puntualmente durante l’arco dell’anno si provvedeva a bonificare tutta la zona, mediante la pulizia del sottobosco, la bonifica degli spartifuoco e altri lavori, mettendo in sicurezza la pineta. Perché da diversi anni non si fanno più questi lavori?”

Ad onor del vero qualcosa è stato fatto, e la sezione di Foggia ha fatto il massimo dispiegando uomini e mezzi, assicurando anche il servizio di pattugliamento lungo tutta l’intera area boscata che va dal Fiume Saccione, confine di regione fino a tutto il Gargano.

Ma purtroppo con pochi soldati e scarsi mezzi non si può combattere contro eventi di questa portata che stanno flagellando l’intera provincia, complice il gran caldo di questi giorni.

Il sindaco di Chieuti, arrabbiatissimo ha ringraziato tutti per il lavoro che stanno svolgendo ma nello stesso tempo ha dichiarato di voler andare fino in fondo per verificare eventuali responsabilità per questo disastro ambientale.

Per analisi approfondite ci vorrà del tempo, Ora rimane la rabbia e la speranza che questo incubo finisca presto e che qualcuno cambi seriamente promuovendo una nuova politica per la salvaguardia dell’intero patrimonio boschivo della nostra regione.

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