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INCENDIO ABITAZIONE SOGGETTO FRAGILE: SI POTEVA EVITARE? QUALCUNO SAPEVA?

Con profondo rammarico abbiamo assistito nella notte tra sabato 22 e domenica 23 gennaio, a poche ore dell’esplosione di sette colpi di pistola al portone di casa di un 34enne, all’incendio dell’abitazione di un soggetto definito “fragile”. L’uomo conosciuto dalle istituzioni locali per la sua situazione precaria, viveva solo, in un locale posto al piano terra di via Sacchetti, una traversa della centralissima via Tiberio Solis. La sua casa era composta da due sole camere gelide, un bagno, una rete con un materasso, senza impianto elettrico e la porta d’ingresso non aveva i vetri. Ebbene, il soggetto in questione da tempo veniva preso di mira da balordi perlopiù giovanissimi, i quali lo infastidivano, lo molestavano e pare che entrassero addirittura di notte in casa, cogliendolo nel sonno, per prendersi gioco di lui. Si dice che alcuni ragazzi responsabili di alcuni episodi siano stati identificati dalle FF.OO. Al momento non risultano evidenze di dolo, è escluso il corto circuito, pertanto resterebbe in piedi l’ipotesi accidentale. La domanda però sorge spontanea: si poteva evitare tutto questo? Il 5 novembre scorso, quindi parliamo di quasi tre mesi prima del “fattaccio”, circolò un video divenuto virale che addirittura mostrava una delle rappresaglie nei confronti del soggetto fragile in questione. E’ notizia di oggi che l’assessora regionale al Welfare ROSA BARONE, di comune accordo con l’assessora comunale alle Politiche Sociali SIMONA VENDITTI, dopo l’ennesimo grave episodio propone di “Un tavolo permanente con tutti gli attori interessati per analizzare quello che sta accadendo a San Severo e dar vita a iniziative di sensibilizzazione”. Il tavolo permanente, attraverso il confronto con chi tutti giorni vive in prima linea,  potrà aiutare le persone in condizione di fragilità e favorirne l’integrazione. Meglio tardi che mai! Ben vengano tali iniziative, sta però il fatto che troppo spesso si affronta il problema solo quando il danno è fatto.

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