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INCIVILTÀ ED INCURIA A SAN SEVERO: C’È ANCHE CHI CERCA DI RIMEDIARE.

Di Dante Scarlato

“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” – spesso pensiamo a questo quando a livello nazionale veniamo citati più per ciò che non ci rappresenta che per le tante potenzialità di cui disponiamo, sta di fatto che quotidianamente riceviamo segnalazioni di crescente inciviltà e spesso ci sentiamo impotenti di fronte a ciò, due le segnalazioni nelle ultime 24h: la prima ci giunge dai residenti di Via Giove (zona Porta San Marco), dov’è stato divelto un cartello di divieto d’accesso, questi ultimi lamentano che da due settimane a questa parte molte sono le automobili che, ignare del divieto, transitano indisturbatamente.

La seconda ci giunge da Via Gioberti all’altezza di Via Mazzini (come in tante altre parti della città), dove continuano ad accumularsi i cespugli di erba ai margini dei marciapiedi, e ciò impedisce il transito sicuro delle automobili e dei pedoni.

Di fronte a questa incuria c’è anche chi non se ne sta con le mani in mano: è da qualche tempo infatti che Ciro Tempesta da cittadino e Umberto Tamalio da membro delll’associazione San Severo Siamo Noi, si prendono cura di alcune aiuole e piccoli spazi verdi disseminati sul giro esterno e nel Centro Storico, a settembre scorso sono stati anche ringraziati pubblicamente dal nostro Sindaco Francesco Miglio con un attestato di riconoscenza, e sul loro esempio tanti altri iniziano ad avere queste sensibilità.

 “È un piacere per noi fare qualcosa di utile quando si ha del tempo a disposizione, sono dei piccoli gesti che però danno un po’ di decoro alla nostra amata Città” è quanto hanno voluto riferirci.

Si fanno sempre più frequenti le iniziative di privati, come la famiglia del Vicario a Piazza Incoronazione, che chiedono in gestione all’Amministrazione Comunale aree pubbliche per assicurarne una maggior cura, lì dove il settore pubblico non riesce a garantire la manutenzione per carenza di fondi: il 2020, in fondo, ci ha incoraggiato ad essere più solidali, speriamo che queste iniziative possano continuare anche una volta ritornati alla “normalità”.

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