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ISTAT, nei 2 anni di pandemia in Puglia record negativi della Capitanata

L’Istat in questi giorni ha certificato ufficialmente la tendenza alla decrescita demografica a motivo della presenza negli ultimi due anni della pandemia da Covid-19. L’enormità di decessi registrati, direttamente o indirettamente riferibili alla pandemia, ha comportato nella nostra Puglia un notevole incremento del tasso di mortalità, schizzato dal 9,9 del 2019 all’11,2 per mille del 2020, con un picco stratosferico del 12,4 per mille di Foggia e provincia. Sotto il profilo della natalità gli effetti sono meno immediati ed il calo del numero dei nati, registrato anche nel 2020, è riconducibile soprattutto a fattori pregressi, come la sistematica riduzione della popolazione in età feconda, la posticipazione nei progetti di genitorialità ed il clima di crescente ed incontrollabile incertezza per il futuro. Alla luce di ciò, nel 2019 e nel 2020 il tasso di natalità è sceso dal 7,0 al 6,7 per mille, con un uniforme andamento percentuale in tutte e sei le province pugliesi. I movimenti delle popolazioni tra i Comuni di Puglia sono diminuiti in maniera considerevole durante la prima ondata del Covid-19, a causa del quasi totale lockdown di marzo che ha ridotto ai minimi termini la mobilità tra le diverse residenze dei pugliesi. Il tasso percentuale di migrazione interno alla Puglia è passato dal -3,0 per mille del 2019 al -1,8 per mille del 2020, oscillando percentualmente tra il -3,9 per mille della provincia di Foggia e il -0,6 per mille della provincia di Lecce. Questo tipo di ripercussioni sono state numericamente meno rilevanti sui movimenti migratori di livello internazionali. Il tasso migratorio estero è positivo in tutte le province pugliesi e scende leggermente a 0,9 per mille dell’anno 2020 rispetto all’1,1 per mille dell’anno 2019. La nostra Capitanata e la provincia di Brindisi registrano un tasso leggermente più alto della media regionale pugliese (rispettivamente 1,7 per mille e 1,4 per mille). I dati registrati ufficialmente dall’ISTAT (cioè l’Istituto di Statistica Italiano) certificano in modo inoppugnabile un altro record negativo in ambito regionale della provincia di Foggia nella particolare materia presa in esame.

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