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Italia e Germania si riuniranno a tavola.

Emergenza Coronavirus e emergenza spaghetti: Italia e Germania così lontane ma così vicine. Non solo a Pasqua.

Il cibo è cultura trasversale che unisce i popoli, così come le famiglie nelle festività principali e i potenti del mondo nelle occasioni di gala.

In queste settimane la Germania teme di rimanere senza pasta a causa dell’emergenza coronavirus, tanto che la catena di supermercati Aldi sta mandando treni speciali in Italia per fare scorta nel tempo della pandemia.

Le domande di pasta sono aumentate in questo periodo in Germania e Aldi, la catena di supermercati estesa su tutto il territorio, spiega di avere delle difficoltà a soddisfarle, così come anche a importarla. La Schenker, il dipartimento di logistica delle ferrovie tedesche Deutsche Bahn, ha spiegato di aver già provveduto alla presa in consegna di oltre duecento tonnellate di pasta.

La nota catena commerciale Aldi ha comunicato ”Diversi treni speciali hanno già portato oltre 60 mila pacchi di fusilli, più di 75 mila pacchi di penne e 250 mila pacchetti di spaghetti dall’Italia a Norimberga, come prima consegna”.

Il legame con la pasta ha nei decenni unificato il popolo italiano ai gusti dei tedeschi. Ciò è testimoniato da una donna di origini pugliesi il cui papà, per primo, emigrò in Germania, seguito poi dalla famiglia.

Una volta eravamo noi gli “Spagettifresser” (all’epoca si scriveva cosi, senza la “h”), i “divoratori di spaghetti”, come ci definivano i tedeschi per denigrarci. Il “favore” veniva restituito con “Kartoffelfresser”, “divoratori di patate”. Ricordo che nel 1967 le classi di bambini italiani facevano la ricreazione in un cortile separato da quello dei bambini tedeschi, per evitare che uno di questi termini facesse da scintilla per fare a botte.
Mio padre emigrò nel 1959 e per diversi anni, quando il resto della famiglia era ancora al paesello e lui veniva “in ferie”, se ne tornava in Germania con la valigia piena di pasta, olio d’oliva e pelati. Poi tutti questi prodotti arrivarono pian piano anche in Germania e proprio Aldi era una delle catene che li vendeva, insieme ai fiaschi di “Bardolino”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i tedeschi hanno imparato ad apprezzare la pasta, nel frattempo sanno anche cucinarla al dente, mentre gli italiani mangiano würstel e bevono birra, con grande soddisfazione di entrambi i popoli.

Adesso nessuno di loro è in Germania perchè le radici richiamano sempre e comunque, la fratellanza tra popoli, pur nelle diversità è qualcosa che va conservato, soprattutto a Pasqua, soprattutto dinanzi una fumante teglia di spaghetti con il pomodoro.

 Buona Pasqua a tutti, vicini e lontani.

Giuseppe Scarlato

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