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San Severo: la città dei sette campanili: turismo sì o turismo no?

Per i turisti e non che visitano le splendide chiese del centro storico è avvilente notare, come “biglietto da visita”, che i cartelli dinanzi le chiese – che ne descrivono la storia – sono in condizioni di degrado (ad eccezione di qualcuno).

Il fatto che dall’ultimo Progetto Co-finanziato con i FESR POR Puglia 2000-2006 (sono passati circa quindici anni e tutto è rimasto fermo) tali cartelli non siano stati più manutenzionati o sostituiti, fa ben capire quanta attenzione si dia alle attrazioni turistiche della città; se a ciò si aggiunge la scarsa cura del centro storico e dei marciapiedi antistanti alcune chiese, quali ad es. la chiesa di San Severino o la chiesa di San Nicola, allora il ritratto parla da sé.

Alla luce di ciò, non c’è da meravigliarsi se chi giunge da fuori preferisce soggiornare in altri comuni, solo perché ignora e non è messo adeguatamente a conoscenza delle bellezze e della storia della città di San Severo. Manca, dunque, una vera ‘regia’ di accoglienza, di informazione turistica (sebbene vada reso merito a quanti si prodigano, tuttavia restano pur sempre pochi) e di promozione dei prodotti e del territorio (l’esempio virtuoso di “Cantine aperte” andrebbe maggiormente pubblicizzato e potenziato). È spiacevole appurare che nella nostra città non si faccia di tutto per il bene della collettività, che coincide anche nel saper valorizzare il patrimonio artistico e storico-culturale!

Sarebbe opportuno, ad esempio, aprire il centro di informazione turistica (quasi sempre chiuso), nonché garantire una maggiore apertura delle chiese, anche solo in determinate fasce orarie, così da consentirne la visita e la conoscenza. Attiviamoci affinché al più presto, San Severo divenga realmente una città pronta ad accogliere i turisti.

San Severo, 31 Maggio 2021

Ivan Morlino

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