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LA FAMIGLIA DI LUIGI BEVILACQUA NE DIFENDE MEMORIA E ONORABILITÀ

I nostri carabinieri continuano a investigare per dare un nome a chi ha ucciso LUIGI BEVILACQUA poco dopo le ore 2 della notte tra l’11 ed il 12 novembre scorsi. Si scandaglia, ovviamente, la vita privata della vittima, il parentado, i luoghi di lavoro, le amicizie ed ogni altro ambiente dove potrebbe essere montata la furia omicida dell’assassino o dei due assassini, atteso che i 13 proiettili esplosi lascerebbero credere alla presenza di due pistole sul posto dell’omicidio nella fatale notte (salvo che un killer maldestro non abbia sparato in sequenza 13 colpi di pistola, andando a segno al torace del povero LUIGI con uno solo colpo esploso da distanza ravvicinata). Sotto questo profilo pare non sia venuto nessuna traccia dalla testimonianza della compagna di vita di BEVILACQUA che abitava con lui nell’appartamento di Via De Cesare. Da quel che se ne sa, comunque, questo delitto non ha alcun collegamento con la malavita locale. E a questo proposito va registrata una dichiarazione rilasciata ai colleghi de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno”, in nome e per conto della famiglia BEVILACQUA, dal fratello dell’assassinato, CARMINE. Ha affermato testualmente: “Scrivo a voi tutti per porre fine a spiacevoli dicerie messe in giro da voci sbagliate sul conto di mio fratello LUIGI che è venuto a mancare pochi giorni fa. LUIGI per quanto è a conoscenza della sua famiglia e della sua convivente, non lavorava più a Pescara come buttafuori da oltre due mesi e non era una persona RISSOSA, come è stato definito; perdipiù non siamo a conoscenza della rissa alla quale avrebbe partecipato a Pescara 20 giorni prima della sua morte, poichè, come detto, non prendeva più parte alla sicurezza del locale e, in secondo luogo, i giorni antecedenti alla morte è restato accanto alla sua famiglia non spostandosi così lontano”. Questa dichiarazione, ovviamente, non fornisce alcun contributo alla soluzione di questo ‘misterioso’ caso di omicidio ma la famiglia, evidentemente, si è preoccupata subito di difendere legittimamente la memoria e l’onorabilità di LUIGI. E così il terzo omicidio sanseverese del 2016 (dopo quelli del pensionato ANTONIO CARAFA del 14 febbraio scorso e quello del 6 ottobre del 17enne MARIO MORELLI) permane un fitto mistero. Questo di LUIGI BEVILACQUA è l’unico del quale non conosciamo ancora il nome o i nomi degli assassini ma l’Arma dei carabinieri di casa nostra ha fiducia che, prima o poi, si possa dare nome e volto a chi ha barbaramente trucidato il 38enne sanseverese.
LA REDAZIONE

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