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La FIDAS Dauna San Severo, sempre attiva per la raccolta sangue, anche in questo particolare periodo d’emergenza sanitaria.

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La FIDAS Dauna San Severo (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), nata il 2 maggio di 10 anni fa e guidata da Antonio Primavera, è un’associazioneda sempre operante nel mondo del Terzo Settore, del volontariato, con i suoi mezzi di soccorso e il suo personale. Oggi più che mai è particolarmente attiva, dato il difficile momento, per la raccolta sangue. Le sacche iniziano a scarseggiare in tanti centri trasfusionali, non solo in provincia di Foggia. “La raccolta del sangue è sempre continuata anche nel momento in cui è scoppiata la pandemia e al di là della raccolta calendarizzata – ha dichiarato Antonio Primavera – Siamo in continuo contatto con Centro regionale sangue (un ufficio della Regione Puglia) dal quale arriva il monitoraggio eccedenze/carenze nel comune di San Severo, in questo caso, dove operiamo noi, con il dato relativo alla mancanza di sangue e sue scorte. Sangue che resta prioritario per interventi chirurgici particolari, per i talassemici, per i malati oncologici, ecc. e al Centro Trasfusionale, quindi”. L’attuale sede sociale della FIDAS Dauna San Severo è in via Calabria, si presenta moderna e con gli standard previsti per le donazioni anche per l’attuale emergenza sanitaria: “Abbiamo una sede accreditata con tutti i parametri di sicurezza, già da maggio del ‘15, che consentono di operare pure con tutte le ristrettezze odierne in tema di coronavirus, in tutta sicurezza. Nella sede si accede in modo regolamentato. Si sono incentrate le donazioni in modo particolare in questo periodo, tra i soci (1496 iscritti al 31 dicembre ’19, oltre a 118 giovani al di sotto dei 28 anni) e anche tra qualche non socio. Dal primo gennaio ad oggi, si sono iscritti 24 nuovi soci”. Antonio Primavera, entra nel merito della descrizione e dello svolgimento delle azioni. “Per i prelievi di sangue, da noi vengono: Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e il Centro Trasfusionale dell’ospedale ‘Masselli-Mascia’ di San Severo. L’equipe di turno nel giorno stabilito, fa eseguire dal tecnico il controllo della temperatura corporea del donatore il quale, dopo essersi bonificato, siede sul lettino senza mai togliersi la mascherina per iniziare il prelievo. Al termine – ha continua Primavera nel racconto del protocollo – si mette comodo al posto ristoro e resta all’interno della struttura per circa 30 minuti per il controllo dei suoi parametri. Chiaramente, prima dell’inizio delle operazioni e al termine, vengono sanificati i locali. La pulizia è massima”. Nel ‘19 la FidasDauna San Severo ha raccolto, in totale, 880 sacche. Oggi, per logica, considerando i nuovi protocolli, come l’accesso regolamentato e le distanze, la raccolta è inferiore, così come confermato da Antonio Primavera: “Oggi, però, rispetto alla 35 sacche prodotte in ogni seduta prima dell’emergenza sanitaria, si hanno numeri inferiori. E spiego il perché: abbiamo dovuto togliere una postazione per la distanza di sicurezza tra i donatori e gli operatori, con il conseguente allungamento dei tempi dovuto anche agli ulteriori controlli sui donatori. A marzo, in due date, con Casa Sollievo sono state raccolte 30 sacche; sempre in due date, con il Centro Trasfusionale di San Severo, ne abbiamo raccolte 41, per un totale di 71 donazioni. Ad aprile – ha concluso Antonio Primavera – avremo il doppio appuntamento con Casa Sollievo, l’11 e il 25 e restiamo sempre pronti ad organizzarne altre. Il sangue, ripeto, è necessario e scarseggia ma non ci sono pericoli per i donatori di contrarre il virus. Così come siamo pronti con le nostre ambulanze e il nostro personale qualificato”.

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