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LA MORTE DI RITO MARCANTONIO

Il mio personale ricordo di un uomo buono, generoso e gioviale

È venuto prematuramente a mancare all’affetto dei suoi cari e dell’intera comunità sanseverese che per decenni lo ha stimato e apprezzato come validissimo infermiere e fisioterapista dell’Ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo, Rito Marcantonio. La notizia del suo decesso ha profondamente scosso la famiglia, ma soprattutto gli amici e i conoscenti che avevano con lui un rapporto straordinario. Rito Marcantonio era una persona splendida, un uomo dotato di un immenso senso di responsabilità e di dovere, molto ligio e scrupoloso nel suo lavoro che ha svolto con grande impegno ed abnegazione. Era vicino alle persone sofferenti che aiutava con amore ed altruismo, mai tirandosi indietro e per questo era molto apprezzato quale infermiere dell’ospedale di San Severo, Rito Marcantonio all’inizio degli anni ’60 era stato assunto al nosocomio sanseverese dopo aver conseguito il Diploma di Infermiere durante il suo servizio nella Marina. Successivamente ha lavorato per alcuni anni dapprima a Torremaggiore con il prof. Ciaccia e successivamente a San Severo assieme al noto prof. Giulio Cerulli. Poi ha prestato servizio al Pronto Soccorso per terminare la sua carriera lavorativa a via Turati presso ex INAM nella sezione di fisioterapia e riabilitazione. Chi scrive conosceva personalmente Rito Marcantonio che era grande amico di mio padre Luigi. Spesso si incontravano al supermercato “Despar” di Corso Gramsci per la spesa quotidiana e si facevano lunghe e allegre chiacchierate. Era una persona schietta, gioviale e sincera. Una persona d’altri tempi fortemente attaccata ai valori della famiglia, del lavoro, dell’onestà e dell’altruismo senza condizionamenti. Io ho avuto modo di apprezzare queste sue rare e umane qualità e ne serbo ora un vivido e bellissimo ricordo. Purtroppo, se n’è andato troppo presto lasciando in tutti noi un senso di vuoto e di smarrimento, un “passare dall’altra riva” come dice il Vangelo per un momento di debolezza o di coraggio addebitato a motivi di salute. Ci resta in eredità l’amore e l’affetto per la sua famiglia la moglie, le figlie, i generi e gli adoratissimi nipoti, per gli amici, per i conoscenti che lo hanno amato rispettato nel suo cammino terreno. Mario Bocola

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