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LA (NON) GESTIONE DEL VERDE PUBBLICO A SAN SEVERO

Il vertice del G20 tenutosi il 30 e 31 Ottobre del 2021, tra i vari impegni presi, ha ancora una volta posto l’attenzione sul riscaldamento globale, tema di fondamentale importanza, sensibilizzando tutti a fare qualcosa di più e a prendersi cura della terra al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
Concretamente le nazioni partecipanti al vertice si sono impegnate, esortando anche altri Paesi, per conseguire l’obiettivo di piantare, entro il 2030, alcune decine di miliardi di alberi che insieme ad altri specifici interventi mirano alla salvaguardia del nostro pianeta.
E’ infatti notorio che gli alberi, durante il processo di fotosintesi, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno.

Orbene, a San Severo l’araldo non è ancora arrivato, infatti in città invece di piantare alberi li SPIANTIAMO!

D’altronde a San Severo cambiano le amministrazioni ma la sensibilità degli amministratori verso il verde pubblico viene sempre meno. In Generale manca del tutto la sensibilità al decoro cittadino

Sono rimasto basito, inebetito davanti allo scempio che si è consumato nel cortile della scuola elementare San Francesco di via Calabria; operai del comune hanno TAGLIATO quel bellissimo e imponente pino di 70-80 anni. Non ci possono essere spiegazioni e motivazioni per un’azione del genere, infatti l’albero era sano e non era fonte di pericoli; qualora ci fossero stati occorreva gestire il rischio e non eliminare la pianta.

Vogliamo, inoltre, parlare di piazza IV Novembre che con il pretesto del rifacimento della stessa sono statti ABBATTUTI tutti i pini. Ma la piazza non poteva essere risistemata conservando i pini integrandoli con altre essenze arboree?

Vogliamo anche soffermarci su Via Zannotti (dalla rotonda di viale 2 giugno fino al centro commerciale)? Non esiste più un albero (anche in questo caso pini)

Se andiamo indietro con gli anni vogliamo ricordare tutti i pini abbattuti su via foggia (zona pip) ormai diventata un deserto di asfalto pieno di buche.

E qui mi fermo perché l’elenco potrebbe ammorbare i lettori
E non si venga a dire che gli alberi fossero malati o le radici sporgenti

Leonardo Iacobelis

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