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LA NOSTRA FETTA DI GHETTO…E POLEMICHE

di DESIO CRISTALLI

Tanto tuonò che piovve! Anche noi, responsabilmente, abbiamo chiesto di portare a soluzione il grave problema sociale chiamato GRAN GHETTO e che, nonostante ci si ostini a chiamarlo GHETTO DI RIGNANO, è territorialmente GHETTO DI SAN SEVERO. Ci sono stati assegnati e sistemati in località Demanio del nostro agro svariate decine di immigrati. Per alcuni 70, per altri 80, per i sindacati 72 ma forse parecchi di più…E LA NOSTRA POPOLAZIONE FORSE DOVRA’ CONTARSELI DA SÉVISTO CHE LA REGIONE E IL COMUNE NON SONO EVIDENTEMENTE ABITUATI AD INFORMARE I LORO CITTADINI SE NON A COSE FATTE!!! POI PERO’ NON PROVINO A LAMENTARSI SE I SOCIAL E I COMMENTI VELENOSI DELLA GENTE LI FANNO (GIUSTAMENTE!) A PEZZI…Ovviamente, come ormai per ogni cosa dalla più stupida alla più importante, sono scoppiate polemiche social-politico-sindacali, con una marea di “opinionisti” telecomandati dalla maledettapolitica settaria. Noi, come sempre e pur senza voler fare i primi della classe, facendoci guidare dalla logica e dalla razionalità sociale, ribadiamo che la VERA VERITÀ sta nel giusto mezzo. Lo dicevano già latini per insegnare alla gente la moderazione nei giudizi. E’ infatti sbagliato voler cacciare tutti senza quella solidarietà umana che PAPA FRANCESCO predica dall’alba del suo mandato pontificio, così come è sbagliato voler accogliere CHIUNQUE senza valutarne a fondo la caratura etico-sociale (cioè se si scappa senza regolari permessi di soggiorno e/o da punizioni per reati penali commessi nei propri paesi o altrove). Ciò che deve fare paura non deve MAI essere il colore della pellema la possibilità che si speculi da parte di TANTI (scafisti, gestori di ‘campi di concentramento italiani ed europei’, politici da destra e da manca, sindacalisti del genere peggiore, ‘magnaccia’ che schiavizzano gli immigrati pagando pochi euro al giorno per farli lavorare per mezze giornate o mettendo le donne sulle strade…!!!) su questi poveri cristi che lasciano le loro terre per tentare di sopravvivere. Non vogliamo fare omelìe che non ci competono ma vogliamo fare la professione giornalistica come la gente chiede, facendo funzionare il cervello in senso razionalmente professionale, senza far pendere — barando — la bilancia dei giudizi da una parte o dall’altra ma facendola rimanere in perfetto equilibrio al centro guidati dall’umanità e dalla comprensione per i derelitti, che dovrebbe essere principio cristiano ma anche laico, cioè ‘socialmente sociale’ nel senso umanamente migliore. Sbagliamo? Giudichi ciascuno dei nostri Lettori in coscienza, anche quelli che vedono tutto ROSSO, tutto NERO o tutto UTILE AI PROPRI AFFARI! Morale della favola: prima di giudicare e prendere una qualunque posizione, accendiamo il contatore del cervello perché oggi, sempre più spesso, si straparla a contatore spento…

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