Cultura

LA PASSIONE POLITICA DI LEONE MUCCI

di MICHELE MONACO

ABBIAMO EVITATO – SU QUESTO GIORNALE – DI FAR RELEGARE NEL DIMENTICATOIO DELLA STORIA GLI AVVENIMENTI STRAORDINARI ACCADUTI 70 ANNI FA A SAN SEVERO: il primo voto delle donne, il primo Consiglio Comunale eletto del dopoguerra, il record dei votanti (soprattutto donne) alle elezioni relative al referendum Monarchia-Repubblica e a quelle per eleggere due concittadini all’Assemblea Costituente. Ma non potevamo non ricordare che proprio nel dicembre di 70 anni fa si spegneva una figura storica del Socialismo e del Novecento come il concittadino LEONE MUCCI. Ho chiesto – nelle scorse settimane – a diversi giovani chi fosse LEONE MUCCI. Ad alcuni era sconosciuto. Altri hanno detto che gli era stata intitolata una strada e una sezione politica. Infine qualcuno ha consultato il suo smartphone ed è riuscito a individuarlo in una pagina di Wikipedia dedicata al compianto e indimenticato RAFFAELE IACOVINO, già Sindaco di San Severo, e autore, con la consorte ASSUNTA FACCHINI, di una formidabile opera biografica su MUCCI. Dunque, per i giovani e non giovani, vi è la possibilità di consultare l’opera libraria di FACCHINI-IACOVINO intitolata “Leone Mucci, il difficile cammino del socialismo” (editore CAPONE–Lecce-1989, pagg.415). Un libro molto interessante e utile per conoscere anche il contesto politico e sociale della storia di San Severo dal 1895 al 1946. Il giovane e brillante avvocato LEONE MUCCI a soli 21 anni, nel 1895, irrompe prepotentemente sulla scena politica della Capitanata. RAFFAELE IACOVINO lo definirà uomo intellettualmente onesto, socialista galantuomo animato da una sconfinata passione per la politica ed eccellente conferenziere, pupillo di FILIPPO TURATI. Giovane delegato al congresso nazionale socialista di Firenze riesce a farsi approvare una mozione (al Parlamento) per eliminare il “duello” quale forma legale di risoluzione delle offese definendolo “atto criminoso, legalmente perseguibile, al pari di un omicidio volontario”. IACOVINO prenderà spunto da questo episodio per definire MUCCI un socialista dai grandi sentimenti pacifisti, Sentimenti che lo guideranno, in seguito, nella sua epica battaglia politica contro l’entrata dell’Italia nel conflitto della prima Guerra Mondiale. MUCCI pacifista e antimilitarista, socialista dal volto umano, nel novembre del 1914, terrà un memorabile comizio in Piazza Castello nel corso di una manifestazione contro la guerra. I giornali dell’epoca definiranno MUCCI un…<<cavaliere solitario che si batteva – incompreso e solo – contro l’orrore della guerra e delle sue atrocità, in una Capitanata inneggiante alla “guerra santa”>>. LEONE MUCCI morirà da solo – assistito da don FELICE CANELLI – il 18 dicembre del 1946 in una stanza misera e disadorna di Foggia. Queste righe – spero – potranno incuriosire le giovani generazioni a saperne di più leggendo la biografia di un grande Socialista e di uno straordinario interprete della passione politica del Novecento.

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