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La poesia di Mariateresa Savino, tra versi e relazione la ricerca della bellezza

Maria Teresa Savino è una poetessa ispirata e tenace. Sanseverese, è legata alla scrittura in versi da un rapporto autentico, che l’ha portata a pubblicare le raccolte: Nuvole d’oro, Calendario privato, Radici d’infinito, Giocare d’azzardo Alfa e Omega, I passi della violenza, Il valore totale, insieme alle plaquettes: Un serto di parole, Reperti, Voli.
Curatrice di antologie artistico – letterarie, vede suoi scritti presenti in riviste specializzate, antologie, giornali e in alcuni siti web, tra cui La Recherche.
Vincitrice di prestigiosi premi letterari, dal 1987 al 2017 è stata presidente dell’ Associazione Culturale Lo Scrigno di San Severo. Conosciamola meglio nella seguente intervista.
Che cosa le ha dato la Poesia? Come ha contribuito alla sua vita? Partirei col cercare di definire ciò che sia la Poesia come scrittura che, personalmente, intendo frutto di un particolare atteggiamento dello spirito e di una innata propensione alla osservazione ed alla riflessione su tutto quello che, della vita, ci gira intorno, nelle sue componenti reali e, talvolta, fantastiche. Lo scrivere poesie è, dunque, la risultante di tale lavorio interiore, coadiuvato dalla capacità di tradurlo in parole e in versi significativi, preferibilmente non privi di una certa musicalità, a prescindere dalla rima. Detto questo, risponderei che la Poesia, pur senza averne coscienza, mi è stata sempre compagna di vita, fin da quando, ragazzina pensosa e riflessiva, amavo scrivere i miei pensieri e soffermarmi, forse con eccessiva sensibilità, su ogni accadimento positivo o negativo che fosse. In seguito, sicuramente anche grazie ai miei studi classici, ho iniziato a scrivere poesie ed in ciò ho trovato una valvola di scarico al mio sempre ribollente magma interiore ed anche un rifugio, una consolazione negli immancabili momenti bui della vita; né mi sono mancate la soddisfazione e la gioia della sua condivisione con i tanti lettori che l’hanno apprezzata.
Che cosa prova quando scrive? Come già accennato, la scrittura poetica ha, dunque, potere liberatorio , ma è anche gratificante e spinge alla comprensione, all’approfondimento psichico, nonché al vaglio di situazioni ed eventi propri della vita pratica; inoltre, stimola l’amore per la lettura e la conoscenza che io, ho sempre amate.
Quali sono i temi ricorrenti delle sue poesie? Non ho particolari predilezioni; i temi delle mie poesie sono i più svariati e, a volerli evidenziare, toccano la natura, soprattutto come metafora e quasi tutto il possibile sentire della vita ( non necessariamente la mia ) con il suo carico di bene e di male, di ore liete e di dolore. Ho scritto anche moltissime poesie civili e varie poesie specifiche sul tema dell’amore.
Tra le sue esperienze artistiche, anche la relazione, l’incontro? Bella domanda, questa, dato che per me il comunicare è stato sempre fondamentale, così come il confronto, cui ho costantemente attribuito valore, perché occasione di crescita letteraria ed artistica, personale e collettiva. Ho sempre desiderato, infatti, proporre i miei scritti al giudizio di esperti della Poesia, appezzandone valutazioni e consigli con la necessaria umiltà. Ho sempre amato confrontarmi anche con coloro che, come me, amavano Letteratura ed Arte. Ho costantemente cercato strade che mi conducessero ad una migliore conoscenza, anche attraverso la frequentazione attiva di importanti Centri culturali nazionali e tanto, tanto studio.
Come definirebbe la sua poesia? E’ sempre molto difficile dare giudizi sui prodotti della propria scrittura ed io ho sempre confidato nel giudizio obiettivo e disinteressato dei miei lettori. A voler azzardare, riterrei la mia poesia, per contenuti e forma, una produzione letteraria di tipo classico-moderna, come altre volte ho affermato.
Come è cambiata la sua scrittura nel tempo? A me pare che la mia poesia, nel tempo, visto che ne scrivo e pubblico da oltre cinquant’anni, sia, più o meno, sempre la stessa, quanto alla forma e con la costante della musicalità. I suoi contenuti, rispecchiano naturalmente l’evolversi della mia persona, dei miei gusti, dei miei interessi.
Quali i progetti in cantiere? Per i miei progetti di scrittura, lascerei fare al tempo. Posso dire, però, che in questi ultimi anni, sono stata attratta dalla narrativa, ne ho scritto, anche completando alcuni lavori precedenti ed ho buone prospettive di pubblicazione, a breve.
Quale messaggio ai giovani che si avvicinano alla poesia? Poiché conosco molto bene i giovani, la loro sensibilità e li ho sempre amati, auguro che essi coltivino questa passione non come hobby, ma con serietà d’intenti, con perseveranza; di non sentirsi mai soddisfatti di ciò che si è raggiunto, di leggere i grandi poeti internazionali e non cessare mai di studiare, di confrontarsi, di apprendere.
Ricordiamo il suo ruolo nell’’Associazione Culturale LO SCRIGNO di San Severo? Che dire, poi, della Associazione Culturale LO SCRIGNO di San Severo che ho presieduto, con vera passione, per ben trent’anni? Che dire di quegli anni indimenticabili di grandi realizzazioni culturali , frutto di entusiasmante, fattivo impegno a beneficio dei tanti soci artisti, di tutta la nostra comunità cittadina e non solo? Sono ricordi che restano chiusi nel cuore, oggi che una specie di scuro sipario pare essersi calato su di una scena meravigliosa, anche se dolorosa. Causa la pandemia e la lunga forzata inattività, LO SCRIGNO è, attualmente solo una realtà virtuale : manca della sede – laboratorio, suo giusto orgoglio, per anni agibile solo con l’assiduo sostegno economico dei soci, manca di iscritti , quasi tutti dispersi : tanti con problemi di salute o impediti dall’età e alcuni, carissimi amici, per anni membri del Direttivo con importanti incarichi di responsabilità, che hanno perfino lasciato questo mondo, come l’indimenticabile Vice Presidente, Ing. Alessandro Sernia. Dulcis in fundo, le recenti dimissioni, per seri motivi personali, dell’ultima Presidente Antonella Tafanelli.
A questo punto, oso approfittare di questa intervista per lanciare un SOS, perché non si lasci morire una tale realizzazione che è costata tanto impegno culturale, tanta fatica anche fisica e, nel tempo, un non indifferente esborso finanziario ai soci di questo benemerito sodalizio, che, purtroppo rischia, a breve, la definitiva chiusura. Per evitarla, si è alla ricerca di una nuova figura di presidente, possibilmente giovane, che, di giovani interessati alla Cultura e all’Arte, magari gestite con criteri più confacenti al nostro presente, possa circondarsi, sì da continuare l’attività con energie nuove. Tutta la relativa documentazione è stata affidata al Direttivo, ancora in auge, benché mutilato, di cui la sottoscritta fa parte e sarebbe anche disponibile per un aiuto iniziale, con informazioni, chiarimenti, consigli… A ben sperare, allora!
Di seguito la poesia Crepuscolo, di Maria Teresa Savino
CREPUSCOLO
Mi affaccio alla finestra
e l’angoscia mi assale.
Strade grigie, deserte
vaste
pulite come mai.
Solo gli alberi fan loro compagnia
impettiti, lungo i marciapiedi:
sentinelle
che non l’hanno abbandonate,
le chiome verdi scosse
da brividi di vento.
I palazzi che le stanno intorno
sono fantasmi ciechi
e, sopra i tetti
distesi sotto il cielo
i campanili, muti
innalzano preghiere.
Maria Teresa Savino (Marzo 2020 )

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