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La Puglia e la sfida dei rifiuti

La gestione dei rifiuti in Puglia rappresenta da anni una sfida complessa, caratterizzata da progressi significativi nella raccolta differenziata ma anche da persistenti criticità, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento e l’impiantistica.

Le fonti ufficiali, come i rapporti di ARPA Puglia e ISPRA, e le iniziative della Regione Puglia, offrono un quadro dettagliato della situazione.

La raccolta differenziata: un trend positivo ma disomogeneo

I dati più recenti di ARPA Puglia (aggiornati al 2023) mostrano un trend positivo nella raccolta differenziata a livello regionale. Nel 2023, la Regione ha raggiunto una percentuale di RD del 60,22%, con un incremento dello 0,78% rispetto al 2022 (59,44%). Questo dato, pur incoraggiante, è ancora lontano dall’obiettivo del 65% fissato dalla Legge Regionale n. 8/2018, che prevede anche meccanismi premiali per i comuni più virtuosi.

Tuttavia, la situazione è fortemente disomogenea tra le province. Mentre province come Barletta-Andria-Trani (BAT) e Lecce mostrano percentuali di differenziata elevate (rispettivamente 69,87% e 65,37% nel 2023), la provincia di Foggia si conferma il territorio meno performante, con una percentuale di RD del 44,25%, collocandosi all’ultimo posto anche nelle edizioni precedenti dei rapporti ARPA. Anche Taranto, pur in crescita, resta sotto la media regionale (52,77%).

È interessante notare che, a livello regionale, nel 2023 si è registrata una diminuzione dei quantitativi totali di rifiuti raccolti separatamente rispetto all’anno precedente, il che suggerisce un’attenzione non solo all’aumento delle percentuali di RD, ma anche alla riduzione complessiva dei rifiuti prodotti, grazie anche alla presenza di aziende specializzate del settore, come il Gruppo Econova, smaltimento rifiuti in Puglia, che affiancano le attività pubbliche, con servizi volti a migliorare la gestione di questi processi.

Il problema dello smaltimento e l’impiantistica

Nonostante i miglioramenti nella raccolta differenziata, la Puglia affronta ancora problemi significativi nello smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli non differenziabili e speciali. La carenza di impianti adeguati sul territorio regionale costringe spesso a ricorrere allo smaltimento fuori regione, con conseguenti costi e problematiche legate al traffico illecito di rifiuti transregionale.

La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite Connesse al Ciclo dei Rifiuti ha evidenziato in passato il problema dello smaltimento dei materiali inerti e degli pneumatici, nonché le difficoltà relative al rilascio dei provvedimenti autorizzatori delle discariche. L’ILVA di Taranto, ad esempio, è stata citata per le problematiche legate ai rifiuti inerti e di gomma.

La Regione Puglia, consapevole di queste criticità, sta lavorando per accelerare la realizzazione di nuovi impianti pubblici di trattamento, promuovendo al contempo il dialogo e la cooperazione con le imprese private. L’obiettivo è quello di chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti urbani sul territorio, riducendo la dipendenza da soluzioni esterne.

Un’importante iniziativa recente è l’istituzione di un Fondo di 2 milioni di euro per i Comuni pugliesi per sostenere la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sversati illegalmente nelle campagne, un fenomeno che danneggia l’agricoltura e il paesaggio. Questo fondo, fortemente voluto anche da associazioni come CIA Puglia, rappresenta uno strumento concreto per contrastare l’abbandono illecito.

Inoltre, la Regione è tra le prime in Italia, e la prima del Centro-Sud, a dare linee guida per i sottoprodotti, con l’intento di facilitare il riutilizzo di materiali nel ciclo produttivo e abbassare i costi di smaltimento per le imprese, favorendo così la simbiosi industriale e l’innovazione.

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