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La ricerca storica di Rino d’Amelio

Già in passato, oltre che per la sua originale produzione pittorica, ho avuto modo di ricordare l’amico Rino d’Amelio per il suo impegno storico profuso nel recupero della Memoria non solo della Città di San Severo, ma anche dell’intero territorio che attorno a essa si è andato sviluppando nel tempo con le diverse tracce che ha lasciato.

C’è da dire che molte di queste sono andate perdute o trascurate e lasciate deperire, andando così a finire nell’oblio generale. Questo era ed è veramente un peccato, perché si sono perduti i ricordi di intere generazioni che avevano saputo costruire con il loro impegno e il loro lavoro un insieme di lasciti bisognosi solo di essere afferrati e semmai sviluppati successivamente nel tempo per una loro conservazione e conseguente fruizione. Questo, purtroppo, non è accaduto e ancora oggi non accade per vari motivi: il graduale allontanamento e poi abbandono del lavoro agricolo in vista della ricerca di migliori condizioni di vita o attraverso gli studi o con l’emigrazione nelle città ove poter trovare un impiego sicuro e meglio remunerato, ha portato pian piano ad un impoverimento di manodopera nelle campagne con la conseguente assenza delle attività agricole e il depauperamento e/o scomparsa delle strutture edilizie presenti nelle aree rurali (masserie, casali…); con il cambiamento poi della società che da realtà  terriera aggregante si è andata sempre più sviluppando in una urbanizzata e massmediale, si è  gradualmente accentuato un processo di velocizzazione del tempo che sta rendendo tutti un po’ più sfuggenti e superficiali; la tendenza a far sedimentare poco ciò che si fa perché si agisce correndo senza pensare a fermare per un attino la corsa e riflettere di più; la dipendenza che talora diventa vera schiavitù venutasi a creare con i mezzi di comunicazione (i social), che troppo spesso inchiodano le persone a essere succubi di notizie vere ma più frequentemente false che, scorrendo velocemente sotto gli occhi, non consentono al cervello e al pensiero di soffermarsi su ciò che si è  letto o si è fatto per meglio discernerne i contenuti.

Tutto ciò è ben evidenziato dal lavoro certosino che da oltre venti anni l’amico Rino d’Amelio ha sviluppato nei suoi studi con accurate e attente ricerche archivistiche (Istituto Geografico Militare…) ma anche personali con privati, la sua attenzione in questi ultimi tempi si è rivolta soprattutto alla ricomposizione del quadro del cospicuo patrimonio di masserie e casini da cui il territorio di San Severo è attraversato: sostanzialmente per secoli esso è stato e lo è ancora a vocazione e produzione prevalentemente agricola. Non a caso per secoli la Città con il suo agro è stata il centro della Transumanza fra Abruzzo e Puglia, con i numerosi Tratturi venutisi a creare nei secoli. Di queste Masserie ne sono esistite tante, delle quali molte scomparse, altre abbandonate o diroccate.

La Città di San Severo ha una estensione di circa 33.317 ha e fra quelle catalogate e rilevate figurano n. 146 strutture fra masserie, Casali e Casini. La maggior parte di esse insistono su aree rurali di Ville, Fattorie e Casali a partire già dal sec. IV a. C.  fino al II sec. d. C. Le altre sono nate nei tempi successivi. Ne ricordo solo alcune:

  1. La Masseria Imperiale, posta sulla “Via Sacra Lucerina”, denominata poi “Via Sacra Langobardorum”, territorio concesso da Ferdinando di Borbone, re di Napoli dalla seconda metà del sec. XVIII, al Principe genovese Imperiale, lo stesso che poi fondò Poggio Imperiale.
  2. Masseria Boschetto Di Lembo appartenente alla famiglia Di Lembo (a sinistra della strada per Fortore). In essa erano presenti frammenti di ceramica, come l’Anfora Bollata.
  3. Masseria Torre dei Giunchi. Ė posta a circa 3 km a NE di San Severo presso un Tratturo. Ė uno dei più estesi complessi agricoli di San Severo. Ė passato attraverso vari proprietari fino a quelli della famiglia Mascia. La sua presenza è attestata sin dal sec. XV. Il terreno circostante nel secolo scorso è stato un attivo e funzionante Aeroporto Militare, anche se di dimensioni limitate, chiamato “Campo di fortuna”. Negli anni ’30 venne utilizzato dalla Regia Aereonautica come scalo di emergenza e di esercitazioni, usato nel 1943 dai tedeschi come base contraerea. Alla fine del 1943 le Truppe Alleate se ne servirono come punto strategico dal quale partivano aerei da ricognizione per fotografare e distruggere industrie belliche tedesche nei Paesi occupati.
  4. Masseria d’Alfonso, in direzione di Via Apricena, la cui esistenza viene attestata sin dal sec. XVII. Ora è ridotta a un rudere con la presenza solo del Portale.
  5. Casino Stilla, in direzione San Paolo di Civitate: ridotto a rudere.
  6. Casino Rispoli, in direzione San Paolo di Civitate: anche questo ora rudere.
  7. Casino Monsignore (Ricciardelli o Ricciardi), in direzione San Severo-Foggia. Qui sono stati rinvenuti parecchi reperti di ceramica. Era situato sulla Strada Romana “Via Traiana-Frentana” che collegava Teanum Apulum (San Paolo di Civitate) e Castrum Drion (San Severo). In questa area è stato rinvenuto un frammento di epigrafe funeraria di un certo Marius Eppius della famiglia Cornelia. Con il tempo questo divenne Casale Monsignore, Fattoria, Contrada.
  8. Masseria “La Castagna”, situata sulla strada San Severo-Foggia. Qui sono stati rinvenuti frammenti di ceramica: da tali reperti anche il nome “Masseria Tigula”, in zona Fornaci. Anche questa ora è un rudere.
  9. Casino Fraccacreta, in direzione San Severo-Foggia. Qui sono stati trovati oggetti di età ellenistica: un telaio fittile, a tronco di Piramide con su esso inciso il nome “Datia”. La sua datazione risale a tra il IV e il III sec. a. C.
  10. Masseria Torretta Antonaccio, in direzione San Severo-Foggia, ora rudere. Qui sono state rivenute Tegole Romane Bollate e vicina una Necropoli Romana.
  11. Macello Comunale, sulla statale San Severo-Foggia. Serviva, oltre che San Severo, anche il Sub Appennino Dauno, il Gargano e i Centri maggiori dell’Alto Tavoliere.
  12. Masseria e Casino Mascia, sulla statale San Severo-Foggia, ora rudere. Essa faceva parte del complesso delle Ville romane situate sulla Via Traiana (Teanum Apulum-Castrum Drion-Arpi). Nel Medioevo entrò a far parte del Regio Tratturo Aquila-Foggia.
  13. Torretta Casale-Masseria Sant’Andrea in Stagnis, sempre sulla statale San Severo-Foggia. Anche qui sono stati rinvenuti frammenti di ceramica sigillata Italica: tegole, ceramica Dauna del III sec. a.C. In questa area sono stati rinvenuti anche materiali edili, macine in pietra, resti di colonne e un portale in pietra.
  14. Madonna dell’Oliveto, in direzione San Severo-Foggia. Sorge in campagna sul Regio Tratturo Aquila-Foggia. Nei pressi dell’attuale omonima Chiesa sono stati rinvenuti reperti in vernice nera, resti di intonaci e di tombe appartenute forse a una Villa Romana del I sec. C. Attualmente la Chiesa è stata sconsacrata, ma rimane come un importante monumento storico.
  15. Masseria Ratino, sulla statale San Severo-Foggia. Qui è stato rinvenuto materiale edile appartenuto a una antica Fattoria romana.
  16. Masseria Posta Casone, in direzione San Severo-Apricena-San Marco in Lamis. Tutta la zona occupa un’area vastissima, di centinaia di ettari. Ė la più grande di San Severo, la più ricca di reperti e resti di Fattorie e Ville Romane, unitamente alla presenza di nuclei dell’Età Neolitica.
  17. Masseria Il Casone, in direzione San Severo-Apricena-San Marco in Lamis. Forse è una delle più importanti dell’agro di San Severo, perché si trova in una zona archeologica molto ricca di reperti, soprattutto neolitici. Qui è stata scoperta anche una Tomba a Grotticella, certamente risalente all’Età del Bronzo, con vasellami vari.
  18. Masseria Piro, presso Casone. L’area della struttura era ed è molto vasta con la presenza di particolari interessanti come una Cappella interpoderale, un Pozzo con l’abbeveratoio del 1700, un Portale del ‘700 con recinzione. Già di proprietà della famiglia Fraccacreta, ora dei Roccatagliata.

A questo elenco sono da aggiungere altre importanti Fattorie: La Posta del Principe (10 km a SO di San Severo), La Masseria Santa Giusta (divenuta poi Borgata: sulla San Severo-Lucera), La Masseria Brancia o Torre Brancia (risalente al III sec. a. C.: 9 km a NO sulla San Severo –San Marco in Lamis), la Masseria Masselli con il suo Pozzo Seicentesco (direzione San Severo-Casone) e tantissime altre (Zannotti, Centola, Amendola, Zaccagnino, La Porta, Checchia, Radicosa, Trotta, Parisi, Di Fazio, Castelli, La Cecilia, Mezzanone…).

Dall’immane e faticoso lavoro di ricerca, con il suo ricchissimo quadro generale illustrativo della Storia di questi luoghi, emerge il grande impegno di studio minuzioso e profondo del d’Amelio e questo va assolutamente riconosciuto a suo merito.

Per il momento posso solo dire all’amico: Grazie per aver restituito alla Storia locale la conoscenza della vita di queste realtà una volta fiorenti e gli auguro di procedere sempre avanti in questo lavoro di salvezza del Passato sia con lo scritto che con l’Arte. Quelli che verranno dopo, se avranno voglia di approfondirne i contenuti, non potranno che essergli riconoscenti per questo preziosissimo dono sia del cuore che della mente.

N. M. C.

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