Cultura

LA SCHIENA DRITTA

di MICHELE MONACO

Mi domando: c’è ancora qualche giovane sanseverese appassionato dall’idea di poter un giorno entrare nei vari organi di informazione (dal cartaceo, al video, al web) per potersi affermare come un cronista d’altri tempi (di quelli che andavano alla ricerca della notizia la cui fonte era sicura e riservata) consumando la “suola delle scarpe “(espressione cara a INDRO MONTANELLI) e non riciclando notizie riprendendole su internet? Ebbene se c’è ancora qualcuno fatto di questa pasta, non può fare a meno di conoscere il seguente aneddoto che si racconta tra i professori ultrasessantenni della nostra San Severo. Nella sua casa situata quasi a ridosso dell‘Hotel CICOLELLA regnava un grande silenzio nel 1990. Sprofondato nella sua poltrona situata come una barca nel mezzo di un mare di libri, il Preside ANTONIO CASIGLIO (nella foto) aveva rinunciato alla sua pennichella ed era immerso nella lettura di un libro. Il Preside-scrittore – è noto – apparteneva ad una ristretta galleria di personalità sanseveresi, il cui tratto comune era quello di pensare che la nobiltà d’animo non fosse un titolo accademico, ma che i veri titoli debbano invece essere conquistati con un’autonomia di pensiero e una solida formazione culturale. A chi gli chiedeva di dargli un consiglio per intraprendere la delicata strada del giornalismo lo indirizzava a leggere il testo della scena VIII del CYRANO DE BERGERAC”. A beneficio del lettore, eccone il testo: <<LE BRET: Se tu provassi a mettere un po’ da parte questo tuo animo da moschettiere, il successo e gli onori ti… – CYRANO: << E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? Arrampicarmi oscuramente, con astuzia, come l’edera che lecca la scorza del tronco cui si avvinghia, invece di salire con la forza? No, grazie. Dedicare versi ai ricchi come qualsiasi opportunista? Fare il buffone nella speranza vile di vedere spuntare sulle labbra di un ministro un sorriso che non sia minaccioso? No, grazie. Mandar giù rospi tutti i giorni? Logorarmi lo stomaco? Sbucciarmi le ginocchia per il troppo genuflettermi? Specializzarmi nel piegare la schiena? No, grazie. Accarezzare la capra con una mano e annaffiare il cavolo con l’altra? Avere sempre a portata di mano il turibolo dell’incenso in attesa di potenti da compiacere? No, grazie. Farmi pubblicare dei versi a pagamento dall’editore SERCY? No, grazie. Trovare intelligente un imbecille? No, grazie.>>. Il compianto prof. CASIGLIO ammoniva, a modo suo, le giovani generazioni della nostra comunità a non smarrire la rotta della propria dignità, A MANTENERE LA SCHIENA DRITTA, ad essere un “HOMBRE VERTICAL” e a saper dire: NO, GRAZIE!

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