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LA SCRITTURA CREATIVA E L’INTERAZIONE CON LA SCUOLA –

IL PENSIERO EMOTIVO E FANTASTICO CHE AFFIANCA QUELLO RAZIONALE

Il dibattito sulla scrittura creativa è sempre aperto, sostenuto da fiducia e pregiudizi divenuti ormai parte integrante della materia; anche a testimoniarne la forza e la crescente attualità.
Va detto che ci sono diverse forme di scrittura creativa, proprie per ogni disciplina. C’è la scrittura creativa cinematografica, quella teatrale, per canzoni, per narrativa e per testo poetico ad esempio, e tutte prima o poi passano sotto le lenti di un giudizio spesso severo, che non considera trasmissibili né sollecitabili capacità storicamente accreditate al talento, se non ad una forma di genio.
Ma nonostante questa visione i corsi di scrittura creativa, sia in presenza che in digitale, sono cresciuti in modo esponenziale, raggiungendo utenze sempre più ampie, affiancandosi a quelli tradizionali e giungendo ad interagire persino con la didattica scolastica: grazie alle aperture che il sistema ha appositamente messo in atto negli ultimi decenni, respirando e volendo intercettare i cambiamenti in corso, pure a San Severo e nella Capitanata.
Novità senz’altro nutrite e comunicate dal web, ma non da questi direttamente provocate.
Infatti la scrittura creativa non è un prodotto del mondo digitale, ma di quello antico dell’arte, costituito da un altro modo di vivere il ruolo artistico di autore e creativo, perseguendo insieme agli obiettivi personali l’apertura verso gli altri e l’idea dell’insegnamento.
Nasce così nei febbrili laboratori freelance sparsi per il mondo e l’Italia la figura dell’istruttore di scrittura creativa, un autore che al di là della sua affermazione artistica è in grado di sollecitare scoperta dei talenti e di trasmettere saperi, creando interazioni, alleanze, sostenendo scoperta di sé, autostima, entusiasmo e creatività, per giungere ad un pensiero nuovo, alternativo, che fa dell’emozione e dell’immaginazione un’opportunità importante, a sostituire ed affiancare il percorso razionale, a cui tradizionalmente siamo abituati e vincolati ignorando la forza del pensiero creativo e di quello inconscio e profondo: è proprio a quest’ultimo infatti che si devono le maggiori risoluzioni dei problemi, capace com’è di gestire migliaia di informazioni in più rispetto al pensiero razionale nello stesso lasso di tempo. La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono” diceva Albert Einstein, che insieme riconosceva per la mente umana la forza centrale dell’immaginazione.
Il contributo che un’esperienza artistica creativa ( e non meramente tecnica, come è invece d’uso nelle scuole italiane) può dare allo studente è notevole, sia per la sua crescita personale – incoraggiando scoperta di sé, capacità, talenti, autostima, la nascita di passioni e di possibili percorsi artistici e professionali – che quale nuovo mezzo di studio e sviluppo intellettuale, pungolando l’introspezione, l’immaginazione consapevole, la ricerca delle idee, l’elaborazione di queste in forma estetica e il pensiero emotivo e fantastico.
Quest’ultimo in particolare permetterà ai propri contenuti di venire espressi in prima battuta senza far ricorso al pensiero logico e razionale, in cui molti studenti possono trovare un ostacolo. Le idee, le nozioni e le opinioni saranno così accolte e sollecitate dalle emozioni, dalla fantasia, dall’immaginazione e quindi da un flusso interiore capace di aggirare eventuali blocchi espressivi iniziali, per poi confluire con una nuova spontaneità in forma logica.
Un elemento fondamentale nella differenza tra la scrittura creativa e quella puramente scolastica sta nel contatto che lo studente è chiamato a prendere con sé stesso attraverso un percorso introspettivo che lo porterà a guardarsi dentro, a scrutare finalmente il proprio animo, ad osservare la propria mente, scoprendo capacità, risorse ed energie fino ad allora inesplorate.
Il pensiero emotivo, infatti, strettamente legato a quello creativo, permetterà di esercitare la costruzione personale di senso, del significato profondo, per ogni opera e argomento trattato, sostenendo crescita personale, intellettuale e consapevolezza, e così ben interagendo con la preziosa attività di formazione scolastica tradizionale.
Va detto che non mancano esempi di corsi di scrittura creativa proposti agli stessi docenti, per valutare nuovi e complementari mezzi di comunicazione ed insegnamento, sul modello del pensiero divergente, laterale e del problem solving.
L’augurio è quindi che ci sia sempre più spazio nelle scuole per le arti in generale e per gli istruttori di scrittura creativa.
Nazario Tartaglione

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