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LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

La scuola molto probabilmente riaprirà a settembre secondo le indicazioni espresse dai massimi esperti in epidemiologia e virologia.  E forse a settembre si ritornerà ad una normalità un po’ diversa da quella che abbiamo conosciuto finora.

Di fronte a queste previsioni, occorre che tutti, genitori, studenti ed  insegnanti, facciano uno sforzo affinché il rientro sia il più possibile nei canoni della normalità e che tutti i ragazzi possano usufruire del pieno diritto allo studio.

In questi mesi del coronavirus la scuola ha evidenziato, pur con grandi sforzi da parte di tutto il personale,  tutti  i suoi  limiti nel dare il pieno diritto allo studio.

Con la didattica a distanza   sono emerse tutte le  diversità socio-culturali  che la scuola aveva colmato nella sua normalità.

Nelle scuole superiori  di II grado,  i licei ( liceo classico, liceo scientifico, liceo delle scienze applicate, liceo linguistico e di scienze umane), sono le scuole che hanno risposto meglio alla didattica a distanza sia per il livello sociale più elevato(   le famiglie che sono prive degli strumenti tecnologici per svolgere una didattica a distanza è nell’ordine del 10-15%) sia per il piano didattico delle discipline che si adattano meglio ad essere trattati nella didattica a distanza.

Nei  tecnici e nei professionali  la didattica a distanza trova maggior difficoltà  sia per un tasso di percentuale molto superiore di famiglie che non dispongono  di dispositivi per effettuare la didattica a distanza  sia per il piano di studio in cui le discipline sono soprattutto laboratoriali.

Nelle scuole medie e primarie  la didattica a distanza diventa sempre più difficoltosa man mano che il livello di istruzione diminuisce.

Un discorso a parte va fatto per gli alunni con disabilità psico-fisiche che seguono una programmazione differenziata, per i quali tutto è affidato alle famiglie e con maggior difficoltà per l’insegnante di sostegno di interagire proficuamente.

  Al  rientro a scuola , come è probabile  che possa avvenire  per settembre, è necessario  che ci sia un maggior sforzo da parte di tutti, rispetto a quello che già  è stato effettuato nella prima fase,  affinché siano  colmati tutti i gap esistenti nel campo tecnologico ( e non solo ) che non hanno permesso a tutti di usufruire appieno del diritto allo studio. Occorre che ogni scuola  individui  con precisone tutti gli alunni che non hanno potuto usufruire della didattica a distanza e si attivino insieme alle Istituzioni (comune , provincia e regione) per avere le opportune risorse per far fronte ai disagi sopra menzionati.

                                                                                                       Antonio Giuseppe Bubba

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