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LA SELEZIONE SPORTIVA NEGLI SPORT DI SQUADRA

RIFLESSIONI DI CULTURA SPORTIVA di VANNI PELUSO CASSESE

Nella selezione sportiva, la previsione delle future qualità del soggetto rappresenta l’aspetto fondante dell’obiettivo che ci si pone. Molti allenatori fiutano IL CAMPIONE. Molti altri, pur bravi, non si distinguono nello scoprire IL TALENTO. E’ vero che il talento colpisce l’attenzione del tecnico, però è altrettanto vero che esiste la possibilità che molti eventuali grandi talenti cessino l’attività prima di aver potuto dimostrare di esserlo. Il lavoro di selezione non può e non deve basarsi solo su spunti di arbitraria interpretazione o di soggettive innovazioni valutative. Può essere tollerata la creatività derivante dalla capacità di saper sintetizzare le nozioni scientifiche all’interno del proprio stile professionale. ASA NIKOLIC diceva che: gli allenatori hanno diversi atteggiamenti verso i canoni scientifici. Alcuni pensano che essi non favoriscano la creatività e diminuisca l’improvvisazione, ma tutto questo dimostra la non conoscenza degli elementari principi scientifici. La scienza non intralcia un tecnico veramente preparato, al contrario! L’INTUITO, infatti, così come in tutte le attività, anche in ambito sportivo è privilegio. E quindi non di tutti, se non dei migliori. Esso non può acquisire il significato di un semplice vagare nel buio. Bensì va interpretato quale risorsa derivante solo da consolidate conoscenze ed esperienze. Come tale, quindi, il solo intuire le capacità talentuose non può divenire mezzo consuetudinario d’impostazione di una selezione. L’opera dell’allenatore sarà tanto più valida, quanto più egli saprà abbinare al suo FIUTO PERSONALE, una gestione inserita all’interno di una valida METODOLOGIA DI LAVORO. Non è corretto analizzare solo le capacità presenti in un soggetto, ma bisogna saper ipotizzare cosa egli potrà fare dopo essere stato sottoposto ad un periodo di lavoro programmato e specializzato. Perciò è importante non affidarsi solo all’intuito, ma chiedere il soccorso all’analisi e alla valutazione scientifica che possono consigliare su quali sono le capacità (coordinative e condizionali) che, a seconda delle fasce d’età, sono ancora inespresse, quali sono le qualità sulle quali difficilmente si potrà intervenire influenzandone significativamente la crescita ed, infine, quali sono le qualità sulle quali sarà possibile esercitare un’influenza positiva (aspetto tecnico, atletico, psicologico). Pur nei limiti imposti dalla matrice genetica è bene ricordare che sono sviluppabili le CAPACITÀ DI FORZA, RESISTENZA e VELOCITÀ nell’ordine così come elencate. Mentre ancor più influenzabili dalle leggi ereditarie sono i miglioramenti conseguibili a favore della coordinazione motoria e, quindi, dell’AGILITÀ, della DESTREZZA e della FLESSIBILITÀ.

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