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LA SINDROME (QUESTA VOLTA SANSEVERESE) DI STOCCOLMA

di MICHELE MONACO, GIÀ CANDIDATO SINDACO (PDS), ASSESSORE COMUNALE
P.I.-CULTURA (2004-2009) E COLLABORATORE DE ‘LA GAZZETTA DI SAN SEVERO’

Il Direttore de “La Gazzetta di San Severo” ha appena rilanciato – con abile tempismo – il dibattito che si è svolto su questa testata giornalistica informatica dal 17 luglio in poi per “allargarlo” ad interventi tesi a tracciare un bilancio su altre epoche amministrative e anche sul ruolo del centro-destra nelle sue fasi di governo e di opposizione nella massima assise cittadina. Questo costituisce una ulteriore dimostrazione di un equilibrio della linea editoriale che smentisce ogni eventuale retropensiero. Detto questo, mi chiedo: che ha fatto l’OPPOSIZIONE in questo primo anno di consiliatura? A questo proposito vorrei subito dire a quale pericolo va incontro lo schieramento che sulla carta dovrebbe OPPORSI alla maggioranza. Il pericolo è che potrebbe cadere nella “SINDROME DI STOCCOLMA”. Il termine “Sindrome di Stoccolma” è stato utilizzato per la prima volta da Conrad Hassel, agente speciale dell’FBI, in seguito ad un famoso episodio accaduto in Svezia tra il 25 ed il 28 agosto del 1973: due rapinatori tennero in ostaggio per 131 ore quattro impiegati (tre donne ed un uomo) nella camera di sicurezza della SVERIGES KREDITBANK DI STOCCOLMA. Nonostante la loro vita fosse continuamente messa in pericolo, durante il periodo di prigionia, risultò che le vittime temevano più la polizia di quanto non temessero i rapitori, e che, dopo il rilascio, venne chiesta dai sequestrati la clemenza per i sequestratori. La sindrome si appalesa in tre modi: sentimenti positivi degli ostaggi verso i rapitori, sentimenti negativi verso la legge e soprattutto “COMPLICITÀ” fra sequestratori e vittime. Insomma, si verifica un processo psicologico che si sviluppa tra persone INIZIALMENTE ANTITETICHE, le quali poi giungono paradossalmente a stabilire una FORTE COMPLICITÀ. Proviamo a trasferire questo “processo psicologico” nell’attuale Consiglio Comunale di San Severo e ci si potrebbe spiegare “il paradosso” di una opposizione che sino ad ora ha marciato in ordine sparso, che non ha un gioco di squadra e che non fa emergere una LEADERSHIP AUTOREVOLE dentro e fuori del Consiglio Comunale. Una lodevole eccezione è costituita da due giovani e ben individuati consiglieri eletti nel centro-destra, i quali hanno saputo fare delle controproposte costruttive e, soprattutto, sfidare anche avversari diciamo di grosso calibro (senza fare nomi: EMILIANO). Una lezione per qualche veterano silenzioso. Badate che i cittadini riconoscono benissimo chi fa “L’OPPOSIZIONE DI SUA MAESTÀ” e chi, invece, non fa sconti a nessuno. Una opposizione organizzata serve all’equilibrio democratico, serve a costruire un’alternativa di governo. Nessuno si offenda, ma i partiti e la politica, e tante forme di rappresentanza sociale, di cui si nutriva il tessuto democratico sanseverese, si sono burocratizzati, spostando il loro sguardo dagli interessi della COMUNITÀ a quelli relativi alla PROPRIA AUTOCONSERVAZIONE. Prova ne è il risultato del recente voto regionale. L’impetuosa affermazione anche a San Severo del MOVIMENTO CINQUE STELLE dovrebbe far riflettere TUTTI, per prima la maggioranza, e naturalmente l’opposizione. Un terzo polo cresce proprio quando i cittadini si accorgono che MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE NON FANNO IL LORO MESTIERE. Con la sindrome (questa volta SANSEVERESE!) di Stoccolma non si scherza. BUON FERRAGOSTO A TUTTI!

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