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LA SOCIETA’ CIVILE ORGANIZZATA ‘AFFIANCHI’ LA CITTADELLA DELLA POLIZIA

La circostanza che a San Severo verrà costruita entro i prossimi tre anni una CITTADELLA DELLA POLIZIA è un’ottima notizia. Per almeno due ragioni essenziali. Innanzitutto perché è una risposta dello Stato, nelle sue articolazioni centrali e locali, finalmente all’altezza della pericolosa china criminale, a lungo sottovalutata, per la quale, purtroppo, tutto il territorio della Capitanata da molti anni è assurto alle cronache nazionali. Quando la struttura sarà completata, con Polizia di Stato, Polizia stradale e Reparto prevenzione crimine uniti sotto uno stesso tetto, dovrebbero essere attivi 70 uffici, operare circa 140 persone e avere nella propria disponibilità 60 autovetture di varia funzionalità. Tali numeri sono una poderosa iniezione di fiducia per la cittadinanza in fatto di sicurezza e tutela della legalità. La stessa ubicazione della cittadella in una via (Terranova) più volte teatro di tristi accadimenti, assume anche una forte valenza simbolica di voler fare davvero sul serio. La seconda ragione è che una simile iniziativa potrà avere ricadute molto positive sulle attività economiche del territorio. Sia su quelle già esistenti, destinatarie da anni di vili danneggiamenti, furti, taglieggiamenti. Sia su quelle che nasceranno grazie al nuovo clima di fiducia che si sarà instaurato. Su questo punto però bisogna essere chiari. Si tratta di una condizione necessaria ma non ancora sufficiente. Una buona economia per svilupparsi ha bisogno non solo di infrastrutture materiali, come appunto una dotazione massiccia di uomini e mezzi delle forze dell’ordine. Ma anche di infrastrutture immateriali come un diffuso senso civico, una consapevolezza generalizzata dell’importanza dei beni comuni, di quello che la dottrina economica chiama CAPITALE SOCIALE, ossia «norme informali condivise, cioè regole di comportamento socialmente approvate che favoriscono la cooperazione, sostengono la fiducia negli altri e nelle istituzioni, limitano i comportamenti opportunistici». Va da sé che uno dei luoghi meglio deputati a produrre capitale sociale sono le organizzazioni non profit, la cosiddetta SOCIETÀ CIVILE ORGANIZZATA. Il nesso tra civismo e sviluppo economico viene da anni analizzato con studi molto accurati. Uno dei primi a farlo fu il sociologo americano ROBERT PUTNAM che, nei primi anni Novanta, pubblicò un libro di enorme successo, “La tradizione civica nelle regioni italiane” (Mondadori), in cui dimostrava la stretta correlazione che intercorre tra una vasta presenza sul territorio di organizzazioni non profit e uno sviluppo economico particolarmente vitale. Già allora questa correlazione era piuttosto “slabbrata” in Capitanata. Negli anni ha finito con l’esserlo ulteriormente. Ecco allora che il cantiere per la costruzione dell’infrastruttura materiale cittadella della Polizia potrebbe essere un’ottima occasione per aprire anche un cantiere per una infrastruttura immateriale come una possibile cittadella della società civile organizzata. Il Terzo settore, come noto, si compone di tante tipologie organizzative: associazioni, fondazioni, cooperative sociali, ong, organizzazioni di volontariato. Ciascuna tipologia ovviamente ha una sua “missione”, ma sono tutte organizzazioni a movente ideale che producono a vario titolo capitale sociale. Da qualche anno, per via anche di una riforma non ancora completata, il Terzo settore è oggetto di un profondo ripensamento identitario. E’ diventato talvolta troppo autoreferenziale, si mette poco in discussione, è vittima della sua stessa auto narrazione apologetica. Ciò, naturalmente, laddove è più presente. Per questo vi è una grande opportunità per il Terzo settore al Sud e, nello specifico a San Severo: essendo qui meno diffuso, ha anche meno consolidati al suo interno certi difetti che abbondano altrove. Potrebbe quindi scrivere una nuova bella pagina di civismo, magari poi di esempio per tutto il Paese.

F.M.

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