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LA SOCIETÀ DEL NON DIALOGO E DEI LIKE

di MARIO BOCOLA

LA Digital Generation e la cultura assente

Si parla molto di Generazione Digitale (DG), di nativi digitali ma cosa sono? Sono i giovani e gli adolescenti nati dopo gli anni 2000, periodo in cui cominciano ad affermarsi i personal computer e le moderne tecnologie e quindi assistiamo allo sviluppo, al trionfo del web. La Generazione digitale (ora la chiamiamo DG) non conosce la penna a sfera, perché non l’ha mai usata, conosce invece la penna ottica o ancora meglio la “pen drive”. La DG scrive non più sui fogli di carta ma sul desktop del pc, ma soprattutto eccelle nell’uso del cellulare, questo strumento di comunicazione del quale non se ne può più fare a meno, che sta letteralmente ammattendo un’intera generazione di adolescenti e di giovani che ormai trascorrono giornate a chattare tenendo la testa incollata sulla tastiera. Non si rende conto la DG che l’uso indiscriminato e scriteriato dello smartphone, li annulla, li trasforma in automi, in esseri umani privi di personalità e di giudizio, incapaci di relazionarsi con gli altri e con il mondo intero. Attraverso il cellulare ed il pc, la Generazione Digitale trasmette emozioni, sentimenti, sensazioni forti, elementi questi che un tempo erano affidati ad un foglio di carta ed una penna a sfera. Ora tutto questo appartiene ad un passato “remoto” per la DG: ora si scrive e si comunica in modo veloce, immediato, tramite sms o per mail. Per gli sms la Generazione Digitale usa un linguaggio cifrato, fatto di simboli, segni, abbreviazioni, faccine tanto che gli adolescenti di oggi stanno dimenticando l’origine e il significato delle parole. Non conoscono il significato delle parole! Amano non più le parole intere, ma la brevitas e la concinnitas, per dirla con Cicerone, una brevitas (certo non quella ciceroniana che ha formato le generazioni del passato!) che però rasenta l’ignoranza, anzi la diffonde a dismisura. Se facciamo riferimento al cellulare la DG utilizza il metodo T9, un sistema incorporato che permette, attraverso un mini vocabolario interno di comporre la parola per intero: si tratta non di sviluppo di nuove abilità, affatto legate al nozionismo scolastico, ma alla fantasia, all’intuizione, alla creatività. Negli ultimi tempi la tecnologia digitale ha fatto ulteriori progressi, con l’avvento dei social network: My space e Facebook, Twitter, Instagram un mondo virtuale non esente di pericoli, del quale dobbiamo prestare massima attenzione. E la società dei like, del pollice e delle faccine. Facebook ha sviluppato il “non dialogo”, o meglio il “dialogo assente”, fatto di parole che viaggiano nella rete a danno dei rapporti “fisicamente” umani. I social network stanno creando una generazione di “muti” che, però, parlano non vedendosi negli occhi, ma volando nel mondo “etereo” ed effimero della rete. Lo stesso riferimento si può fare con gli sms, anche loro “rei” di un linguaggio “muto” molto apprezzato dalla Generazione Digitale. L’assenza del dialogo e del contatto umano sta, tuttavia, rovinando la generazione del futuro, avara di assaporare le cose belle ed autentiche, le esperienze che derivano dall’ascoltare, salutare e abbracciare l’altro fisicamente, piuttosto che “incontrarlo” nella ragnatela della rete. Torniamo dunque, ad essere meno internauti e più “fisici”, nel senso di instaurare contatti fisici. Solo così sapremo apprezzare le cose belle e vivere intensamente le emozioni.

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