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La storia “sartoriale” della sanseverese Sara Gambarelli, che vende abiti in tutto il modo. Un sogno divenuto realtà.

La storia di Sara Gambarelli, nata a San Severo 33 anni or sono, e fino al 2002 vi ha dimorato (fino al conseguimento della maturità), non è la “solita” storia di una ragazza che è andata a studiare altrove. È la storia di una donna, che per raggiungere un obiettivo e per coltivare la sua passione nel campo della moda, ha ritenuto opportuno trasferirsi nel distretto del tessile toscano, continuando a studiare e perfezionarsi. Ora, è imprenditrice e le sue performance sono state oggetto di articoli su giornali e televisioni fiorentine. “Mi sono trasferita nel 2002 in Toscana per studiare moda presso l’università di Firenze (facoltà di Architettura, corso di laurea ‘Progettazione della moda’ – ha dichiarato Sara Gambarelli – Dopo la laurea, nel 2006, ho trovato lavoro come stilista in alcune aziende e c’ho lavorato diversi anni. A Prato, le aziende sono tutte di proprietà cinese (probabilmente è la comunità più grande d’Europa). Gli italiani sono utilizzati, quasi esclusivamente, nell’ufficio stile e commerciale. Mentre la produzione e gli operai, sono tutti cinesi. Nel frattempo continuavo a formarmi in modo indipendente frequentando corsi di cucito e modellistica”. Le vicende economiche non favorevoli si son fatte sentire anche nella verde Toscana e Sara Gambarelli, non si è lasciata scoraggiare. Anzi, ha aguzzato l’ingegno: “Nel 2012 la crisi nel settore si è fatta sentire parecchio e molte aziende hanno iniziato a licenziare o hanno tagliato le assunzioni. Così, dato che cercavo lavoro anch’io dopo l’ennesimo contratto a tempo determinato, ho deciso di aprire la mitica ‘partita Iva’ per sfruttare il più possibile le collaborazioni con le aziende. Mi sono inserita come consulente stilistica e mi sono occupata di disegnare dalle collezioni intere, a semplici e solo grafiche per t-shirt.In generale non ero molto soddisfatta di lavorare nel settore del ‘pronto moda’ (fast fashion), in particolare coi cinesi – continua la sanseverese – Ma, ad ogni modo,il tutto ha funzionato fino al 2014, quando c’è stata un’altra impennata (al ribasso) del lavoro. A quel punto mi sono trovata con molto tempo a disposizione nelle mie giornate e ho cominciato a cucire, sfruttando quello che avevo imparato nel corso degli anni”. Sara Gambarelli, applicando anche l’utilizzo in positivo (in questo caso) dei social, per niente doma, mossa da tanta passione, esperienza acquisita sul campo, dopo l’iter formativo, ha iniziato a “creare moda”, all’inizio quasi per scherzo o, forse, necessità. “Si, in effetti, all’inizio lo facevo per me soltanto, ma ‘via, via’ che pubblicavo le foto suFacebookdegli abiti e delle cose che cucivo per le mie esigenze, notavo il crescente interesse del pubblico verso quello che creavo. Qualcuno cominciava a chiedermi: ‘Quanto costa?’E così, ho deciso di mettere davvero tutto in vendita su una piattaforma e-commerce molto conosciuta negli Stati Uniti ma attiva anche in Italia e nel resto del mondo”.Il“made in Italy” di Sara Gambarelli, i nuovi metodi d’acquisto e la globalizzazione delle informazioni, le hanno consentito di percorrere fino in fondo una realtà, che prima poteva avere le caratteristiche di un sogno: “Gli ordini hanno cominciato ad arrivare, all’inizio, prima da amiche, parenti, conoscenti e poi da perfetti sconosciuti e perfino dall’estero. A quel punto mi son chiesta: ‘Cosa faccio?’ o meglio: ‘Cosa devo fare ora?’ – si pone il dubbio amletico Sara Gambarelli – La risposta è stata veloce, efficace e un po’ innovativa. Oggi, creo una collezione all’anno di capi sfruttabili, utilizzabili, più o meno, in qualsiasi stagione, adatti sia ad occasioni speciali che alla quotidianità. Li fotografo e li metto online. Sono capi creati su taglie standard ma sono ‘made to order’, cioè creati solo su ordinazione. Il vantaggio e la particolarità sono legati al fatto della loro assoluta personalizzazione. Perciò se una cliente s’innamora di un abitino ma lo trova troppo corto, posso renderlo più lungo appositamente per lei, oppure aggiungere delle maniche o andare incontro alle sue esigenze in qualche modo. In questo modo è il capo che si adatta alla persona e non viceversa”. Sara Gambarelli, che torna nella sua terra natia, San Severo (dove ha le radici e la sua famiglia) nelle feste più importanti e d’estate, ora può esportare in tutto il modo un prodotto eccellente, sartoriale, italianissimo in ogni particolare. “I metodi di taglio e confezione sono assolutamente artigianali, non industriali, e integro tecniche e metodologie sartoriali con escamotage industriali – ha concluso- Le rifiniture sono di qualità e i tessuti acquistati tutti da fornitori italianissimi, compresi i rocchetti di cotone per cucire. La seta, in particolare, arriva da storiche seterie di Como. Le aree in cui vendo di più sono Stati Uniti e Italia, seguite da Australia, Canada, Svizzera, Regno Unito, Francia, Belgio e Germania.Ho venduto in 4 continenti su 5 (mi manca l’Africa). Il posto più remoto e particolare da cui mi è arrivato un ordine, è stato Honolulu! Ho ricevuto un ordine, incredibile ma vero, anche dalla celeberrima via di Los Angeles: Walk of fame”.

Beniamino PASCALE

 

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