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LA SVOLTA PER SAN SEVERO e’ dalla parte dei cittadini!

La lunga mano dei soliti pochi….

Con la delibera di giunta comunale n. 120 del 13/06/2015, assume finalmente forma e colore l’intenzione ed i programmi di chi non vuole certamente il bene della collettività.
Di compostaggio si era già intensamente parlato, nel periodo immediatamente pre-elettorale 2014 ove alle promesse di posti di lavoro che non ci sono si era via via concretizzato un progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio in zona ex SAFAB in epoca fortemente caldeggiata da grandi elettori della destra e della sinistra per poi scaturire in impianti di biogas.
Ciò che va spiegato alla cittadinanza, consiste in due aspetti peculiari di queste apparenti offerte ai cittadini che celano vasti interessi e danni ambientali.
Per primo va evidenziato che non a caso il luogo coincide in linea d’aria con la vicina centrale elettrica, che guarda caso si alimenta “a gas”, e l’attuale costo del metano non induce certamente a una grande produzione elettrica che potrebbe per certi versi configurarsi più costosa dell’energie elettrica già immessa in rete violando quell’imperativo rapporto del costo-beneficio tanto caro ai costruttori della centrale e chi gliela consentito.
La seconda importante evidenza, è che il sistema della produzione di COMPOST e la conseguente formazione di biogas attraverso il meccanismo della digestione anerobica industriale è produttiva di condizioni di inquinamento direttamente connesso a seri pericoli per la salute con immissione nell’ambiente di anidrite carbonica già di per se preoccupante, azoto in particolare sottoforma di ossido, idrogeno solforato, e altri composti dello zolfo, composti aromatici ed allogenati.
La Svolta proprie perché tale non si piega certamente ai desiderata di qualsivoglia società e grandi economie tantomeno a un piano regionale già vecchio e a suo tempo ampiamente discusso e discutibile.
Sarebbe opportuno che l’ex Presidente Vendola si batta per mettere i pozzi di biogas sotto casa propria visto che numerosi comuni della Regione Puglia, delle Marche, dell’Umbria e del Lazio hanno adito i competenti tribunali per le relative sospensive di attivazione di tali metodiche di produzione energetica.
Non a caso si era costituita una commissione per la valutazione di metodiche di smaltimento dei rifiuti che presentassero come caratteristiche un impatto ambientale ed in particolare sulla salute più vicino allo zero, il risultato è che la Giunta senza “colpo ferire”, ma con un colpo di mano, anticipa come indirizzo ciò che rappresenta una vera e propria lesione al bene “salute”.
Da ciò la necessità di aprire un ampio dibattito con la costituzione di un comitato cittadino circa le opportunità “energetiche” di questa città più vicine al rispetto dell’ambiente e alla produzione di opportunità di lavoro e molto più lontani da interessi dei “soliti pochi” cui pare si sia “aggiunto” qualcuno ai posti resisi vacanti per “ragioni elettorali”.

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