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LA VERITA’ SULL’AGGRESSIONE ALL’INVIATO DI “STRISCIA” E SULLE ACCUSE DEL TRAPPER PANAME

Dopo che il trapper PANAME nel suo videoclip girato nel quartiere San Bernardino, in cui affermava che “i poliziotti di San Severo sarebbero corrotti”, ieri sera il TG satirico “Striscia” è tornato sull’aggressione subita da VITTORIO BRUMOTTI il 5 ottobre scorso, pestaggio per cui ieri mattina due persone sono state arrestate. BRUMOTTI racconta che dopo aver ricevuto il pugno in faccia è stato accompagnato al locale ospedale “Masselli-Mascia” che gli agenti di Polizia avevano descritto come il “più sicuro” per farsi curare. All’esterno del Pronto Soccorso, incredibilmente, trovano proprio i due aggressori: quello che aveva colpito BRUMOTTI con il pugno e la persona che aveva mostrato i genitali alla camera, uno dei due arrestati di ieri. Con BRUMOTTI c’era il giornalista VINCENZO RUBANO, con cui ha girato il servizio. Mentre BRUMOTTI era a farsi curare, all’interno del Pronto Soccorso uno dei due aggressori si è scagliato deciso contro RUBANO, nonostante la presenza di sette poliziotti in borghese. Lo colpisce con calci alla schiena e a un braccio, ma il giornalista prima di cadere riprende tutto con il cellulare. Quando finalmente l’uomo viene allontanato, i poliziotti avrebbero detto a RUBANO che l’aggressore era disposto a scusarsi se lui cancellava il video. Il giornalista si rifiutava attirando su di se un’altra energica sfuriata dell’aggressore. Seguono altre minacce, finché i poliziotti riescono con difficoltà ad allontanarlo dalla stanza. Secondo il racconto, i poliziotti avrebbero insistito perché consegnasse lo smartphone. Solo l’intervento di BRUMOTTI, tornato nel frattempo dalla TAC, permette di guadagnare tempo per salvare il video inviandolo ad un amico fidato. «Il fatto grave – commenta BRUMOTTI – è che una volta che hanno visto che non avevamo più il video, gli agenti si sono tranquillizzati. E ancora più grave che ci hanno detto: “Voi non ci vivete a San Severo…Ora ve ne andate, ma noi rimaniamo qui”».

Questo è quello che è accaduto. Le accuse di PANAME al momento non poggiano su alcuna prova, tanto è vero che non ci sono stati finora interventi della magistratura. Secondo il nostro costume giornalistico fondato sui fatti e non sulle chiacchiere, attendiamo gli sviluppi, se ve ne saranno, di questa vicenda che, in maniera estremamente esagerata, viene disegnata da chi specula su ogni cosa che accade qui per sparare sulla Città. Noi ribadiamo che SAN SEVERO non è quella malaffarista’ che viene negativamente dipinta da certa stampa ma è per la stragrandissimamaggioranza una comunità di gente perbene che rispetta le regole del vivere civile.

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