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L’Albero di Natale: Segno di identità e contraddizione

Scriveva Washington Irving, uno scrittore statunitense del XIX secolo, che “Natale è la dolce stagione nella quale dobbiamo accendere il fuoco dell’ospitalità e la straordinaria fiamma di carità nel nostro cuore”. Alla luce di questa e di altre riflessioni simili, non senza un velo di tristezza e malinconia, passeggio tra le strade della nostra bella San Severo in cui l’Amministrazione Comunale non sembra essersi ancora accorta delle imminenti festività decembrine. Senza alimentare polemiche già ampiamente dilagate sui social, mi preme porre l’attenzione nuovamente su quanto la presente A. C. sia assolutamente carente da un punto di vista programmatico: lo spettacolo raccapricciante di un albero spoglio e malconcio in piazza Municipio ne è solo un esempio! Degno di nota è, soprattutto, l’assenza di un calendario di iniziative per il “Natale sanseverese”. Ricco, invece, è il programma del Museo dell’Alto Tavoliere, di alcune associazioni e parrocchie delle nostre città che, troppo spesso, restano unici “fari” di aggregazione sociale. La bella decisione di reimpiantare, a gennaio, i tre cedri, previsti per Piazza Municipio, Corso Garibaldi e Piazza Allegato, nel parco Baden Powell, presa dalla Giunta con la delibera 287 del 25/11/2016, doveva necessariamente essere coniugata, innanzitutto, alla valorizzazione del centro storico e delle strade principali. L’indirizzo della suddetta delibera era di “creare il clima caloroso che l’evento del Santo Natale trasmette” e mi dispiace moltissimo constatare come tutto questo sia ancora lontano dalle strade della nostra città, spesso deserte e vuote e lasciate alla libera iniziativa di attività e gruppi. Un’attenta analisi programmatica per la promozione del marketing territoriale avrebbe di certo riflettuto su come non sia possibile chiudere al traffico Corso Garibaldi senza promuovere un’atmosfera natalizia, fatta non solo di addobbi ma anche e soprattutto di iniziative culturali e sociali itineranti, che favoriscano shopping e passeggio e, di conseguenza, l’economia locale. La rimozione dell’albero di Natale posto davanti al Comune è stata l’ennesima prova di quanto, un’A.C. che non programma e non pianifica, diventi, purtroppo, facilmente oggetto di critiche imbarazzanti, che devono necessariamente essere evitate al fine di favorire un clima di fiducia nei cittadini. Senza ingenti investimenti economici, le altre piazze italiane pullulano di idee originali e belle alle quali ci si poteva ispirare. Nei tempi giusti, sarebbe stato bello chiedere il supporto di associazioni, quartieri, scuole; promuovere, magari, un concorso di idee per iniziative e progetti che prevedessero l’utilizzo di materiali riciclati e luci a risparmio energetico. Tengo a precisare, quindi, che il problema non è l’addobbo in sé ma il significato che esso rappresenta e racchiude. L’aria natalizia, che in un albero di Natale, nello stesso tempo, è contenuta e si propaga nelle varie tappe che scandiscono le festività, serve a creare identità e senso di appartenenza; serve a promuovere un ritorno alla sfera più intima di se stessi. L’anno che sta volgendo al termine è stato tra i più neri della cronaca sanseverese: omicidi, bombe, rapine. È necessario ritrovarsi uniti, come diceva Irving, e riaccendere il “fuoco”del calore umano che scioglie il ghiaccio dell’indifferenza e illumina il buio dell’egoismo.

Lidya Colangelo

Responsabile Politiche Culturali Città Civile

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