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L’ANTEA SULLE TRACCE DI MONTALBANO

Noi dell’ANTEA torniamo in Sicilia e questa volta, uscendo dalle più famose strade, abbiamo scoperto una terra particolarissima. Ci fermiamo a Catania, città vivace ed elegante, bellissima nel suo nobile e sontuoso aspetto barocco settecentesco. Ci dirigiamo a Modica dove sosteremo. Modica, città importante del medioevo, per vederla bisogna inerpicarsi su scalinate che sembrano infinite. Abbiamo assistito alla festa religiosa di Pasqua: la processione di Gesù morto e quella della Madonna che si avviano in direzioni diverse e a mezzogiorno si incontrano; la Madonna che ha perduto il manto nero del lutto, rimane con il manto celeste ed abbraccia il figlio tra la gioia del popolo, il suono delle campane ed il volo delle colombe: è la festa della Madonna “Vasa-Vasa”. Anche San Giorgio è molto celebrato e i festeggiamenti sono molto folcloristici. A Modica ci sono ancora molte attività artigianali: che dire del cioccolato, quello Modicano si ottiene da una lavorazione a secco che deriva dagli Atzechi. E poi c’è il carrubo utile per tante lavorazioni di tipo alimentare. È un tour dei cinque sensi: gli aromi sono dovunque, la vista sempre bene appagata dal cielo terso, dalla vista del mare e dai colori dei paesaggi che sono suggestivi. Uscendo da Modica appare Ragusa che è disposta scenograficamente sulle pendici degli Iblei sopra un lungo sperone tra due valloni. C’è la parte moderna dalla regolare pianta a scacchiera e la parte antica, Ragusa Ibla, pittoresca nella sua accidentata planimetria ricca di ricordi medievali e sontuosi edifici barocchi. La cattedrale ha un largo e fastoso prospetto, la piazza si protende verso una scalinata che sale fino all’imponente facciata della Basilica di San Giorgio. Non è mancata la visita emozionante alla casa natale di SALVATORE QUASIMODO e quella a Donnafugata. Le nostre visite proseguono verso Noto, il trionfo del barocco. Da Noto a Modica, da Ragusa a Scicli c’è di che meravigliarsi e di Scicli è da ricordare la via Mormino Penna che è il cuore del barocco della città e non si può dimenticare la visita a Palazzo Beneventano. In questi luoghi, lontano dagli stereotipi sulla Sicilia, sono ambientati gran parte degli episodi di MONTALBANO dove si respirano, si gustano e si toccano con mano i luoghi, immaginari nei romanzi, ma qui di una bellezza e concretezza sorprendente. Vigata, Montelusa, Fela non esistono, ma non è difficile rintracciare scorci di quei posti se solo si riesce nel gioco di cambiargli il nome. Lo scenario di Licata è quello di Ragusa-Ibla; ritroviamo il circolo di Conversazione dove il medico legale PASQUANO gioca a carte. Il commissariato è il Municipio di Scicli, Donnafugata è la casa del Boss SINAGRA, la seduzione del mare suggerisce di vedere la mitica Marinella dov’è l’abitazione di MONTALBANO televisivo che si trova a Punta Secca e qui, davanti agli occhi, le scene della serie TV, nelle orecchie il suono di quella prosa unica che ANDREA CAMILLERI ha creato impastando una lingua antica con la sintassi corrente. E non mancano i famosi arancini. Il nostro rientro prevede un fuori programma, una sosta a Siracusa. Una passeggiata per l’isola di Ortigia, la parte più antica della città là dove ha inizio la Magna Grecia. Si parte per Catania, ci imbarchiamo e il giorno dopo si arriva a Napoli. Il tempo è limitato ma, anche questo è un fuori programma, ci addentriamo nella città. C’è chi fa in tempo a visitare il Teatro San Carlo, c’è chi sosta a piazza Trieste e Trento, chi percorre le strade dello shopping, via Chiaia o via Toledo. Qui si trovano le migliori pasticcerie e come rinunziare alle sfogliatelle? Il tutto è stato ideato, preparato dal nostro Presidente che non si smentisce mai nell’organizzazione dei viaggi e non solo.
AMALIA ALLEVATO
Vice Presidente “Antea”

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