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L’ASSOCIAZIONE BORGO ANTICO DI TORREMAGGIORE, UN VIAGGIO NELLA STORIA E NELLA BELLEZZA DELLA NOSTRA TERRA

La realtà associativa di Capitanata è caratterizzata da forte dinamismo e passione che danno vita a numerosi e significativi eventi, iniziative capaci di caratterizzare ed arricchire l’offerta culturale del territorio, fino a celebrarlo nelle radici e nella bellezza della rievocazione storica, come accade grazie all’associazione Borgo Antico, di Torremaggiore, in provincia di Foggia. Organizzatrice de La festa medioevale Terrae Maioris, frammenti di vita medioevale, giunta alla sua IV edizione nel 2019, quest’anno è costretta alla sospensione delle attività per le conseguenze della pandemia di Covid 19. Ma conosciamola meglio nell’intervista che segue, ripercorrendo alcuni momenti centrali, sia per la sua storia che per il territorio dauno.

Presentiamo subito, a chi non la conoscesse, l’associazione Borgo Antico. Quando e perchè nasce?

L’Associazione Borgo Antico è un’associazione culturale, nasce quattro anni fa e si occupa della valorizzazione del Centro Storico di Torremaggiore, e della promozione del Patrimonio Storico, Architettonico, Culturale e Tradizionale della città.

Realizza i propri fini attraverso azioni sulla memoria, Concorsi Letterari, Pubblicazioni ed iniziative come le Feste Medievali, per ricordare le origini della città.

Quanto è importante comprendere la bellezza e il valore storico-culturale della nostra terra? 

“La bellezza salverà il mondo” è la frase attribuita al principe Miskin nell’idiota di Dostoevskij ed è una frase che sottolinea la complessità del tema: la bellezza e che l’Associazione ha adottato come suo slogan. L’opinione prevalente della nostra cultura è che la bellezza sia superflua e relativa, cambi con le diverse società e da soggetto a soggetto. Ma la bellezza è un concetto assoluto e relativo perché ad esempio di fronte a un viso dalle fattezze perfette o a un tramonto sul mare, o alla visione delle Cappella Sistina il giudizio non può essere che univoco e unanime: sono cose belle. Essa è onnipresente ma dà l’impressione di essere superflua, perché non economica. Di qui l’impegno della Associazione a far riscoprire ai giovani le tante bellezze storico-culturali che il nostro territorio racchiude e che sono esse che possono dare alla nostra cittadina sviluppo. Infatti ogni anno la Associazione indice un concorso su elaborati artistico-culturali affinchè attraverso questi le nuove generazioni scoprano ad esempio che le “mostruosità” del medio evo incastonati nel Borgo Antico, sono stati testimoni per secoli della nostra storia e quindi la creatività positiva e costruttiva dei giovani va assecondata per essere valorizzata e spesa a livello locale. È necessario che i nostri giovani scelgano di esserci, di restarci e di spendere le loro energie verso i settori tradizionali che compongono il paesaggio locale. Gli Amministratori, coadiuvati dalle Associazioni del territorio, devono creare le condizioni affinchè essi trovino l’interesse e l’opportunità a costruire il proprio progetto di vita ciò significa investire nel capitale relazionale e questo purtroppo, negli ultimi venti anni non sempre è stato recepito dalle Amministrazioni che si sono succedute, di qui lo spopolamento della cittadina e l’emigrazione delle menti migliori verso le città del nord e altri paesi europei.

Il centro storico, uno scrigno di storia e bellezze. Lo descriviamo?

Brevi cenni storici per individuare l ‘origine del nostro Centro Storico. Dopo la spoliazione del Monasterium Terrae Maioris e la morte di Federico II, avvenuta a Fiorentino nel 1250, e la sua distruzione, i superstiti si rifugiarono all’ombra dell ‘Abbazia benedettina, nei pressi della Torre fortificata normanna, ora inglobata nel Castello Ducale, dando vita così all’attuale vecchio borgo attorno alla Chiesa di San Nicola di Mira. E’ questa la chiesa più antica, seconda metà del sec XIII, fondata dai superstiti di Fiorentino. Le facciate e il campanile inglobano reperti lapidei provenienti da Fiorentino. L’interno a tre navate absidate, è ricco di opere artistiche: tele, affreschi e lapidi funerarie, il coro e il dossello del ‘600 in legno intagliato, con al centro la statua del Santo. Nella navata di destra un’ antichissimo affresco della Madonna del Rosario del 1637.

Fiore all’occhiello, il nostro Castello Ducale, dichiarato monumento nazionale nel 1902. A forma di quadrilatero, con sei torri, di cui quattro cilindriche merlate e due quadre. Nato come tenimento fortificato, (sec XII) nel corso dei secoli è diventato dimora dei duchi de Sangro, principi di San Severo, feudatari. Degni di nota, la Sala del Trono con pregevoli affreschi di scuola napoletana del sec. XVII, la Cappella Palatina che riecheggia lo stile barocco. Bifora aragonese del sec. XV, una meridiana su torre quadra, loggia a due archi. Ora il Castello è sede del Museo Civico dall’ età Dauna fino a Castelfiorentino, e di mostre permanenti di artisti locali, Nicola Schiavone, Giacomo Negri e Severino Tremator. E’ sede di una ricchissima biblioteca con testi molto antichi ed ospita Convegni ed Incontri pubblici. Di fronte Palazzo antico, il Teatro Ducale, con bassorilievi in pietra ed iscrizioni antichi.

Il nucleo più antico, vero gioiello del Centro Storico, denominato Codacchio, è caratterizzato dai suoi cinque vichi che confluiscono su un antica via Maestra, Via Fiani, intitolata al martire della rivoluzione napoletana del 1799, Nicola Fiani, per via della casa natale. Entrando dall’ antica porta , Uguccione, il colpo d’ occhio è notevole, scorre su tutta via Fiani, fino all’ altra porta esistente, Degli Zingari, con la facciata di San Nicola sulla sinistra e i Vichi sulla destra. Addentrandosi nei vichi, ci si prepara ad un viaggio nel passato. Una testa di leone aggettante che richiama gli acroteri degli antichi templi greci ci accoglie nel V vico, dove ci sono le abitazioni più antiche con i caratteristici mugnali, balconcini in pietra, collegati al piano terra con scala in pietra. Chiude il vico Torre Mobilia, torre di struttura circolare, ornata da una coppia di doppi pilastri, sporgenti a guisa di lesene, a due piani. La tradizione vuole che questa sia stata la casa natale del musicista Luigi Rossi che commosse, con il suo Orfeola Parigi del 1600. Residui di antica pavimentazione con ciottoli di fiume. Nel IV vico, altri reperti lapidei, come la Testa di toro aggettante, proveniente da Fiorentino. Croce greca lapidea (XVI sec.). Negli altri vichi troviamo Fregio in chiave d’arco, sovrastato da un balcone di epoca angioina, ornato da volute in ferro battuto.(XVIII) e tanto altro. Vecchio portale di Chiesa del XVI secolo. Intitolata a S.Antonio Abate. Tanta la storia narrata in questi vichi.

Nel centro storico troviamo anche altre chiese come la chiesa di  Sant’Anna (o del Rosario ) fu eretta nel 1701 dal principe Paolo de Sangro quale sepolcreto di famiglia. Donata da  Raimondo di Sangro   alla Confraternita del Rosario nel 1756, fu danneggiata da un incendio nel 1926 . Gli ultimi restauri risalgono al 1998. L’unica navata, conclusa con uno scenografico presbiterio sopraelevato, custodisce i simulacri della Vergine del Rosario e del Cristo morto. Dietro all’altare è conservato il Cristo distrutto nell’incendio, ancora intatto, ma carbonizzato.

La Chiesa di S. Maria della Strada, XVI sec. Conserva il simulacro di S.Sabino , patrono della città. Antico il Battistero.

La Chiesa del Carmine eretta su terreno donato dal principe Raimondo De Sangro(XVIII sec.)intitolata alla Madonna dell’ Addolorata che viene portata in processione il venerdì santo. Custodisce un antico affresco, alla carmelitana, Madonna con Bambino del XVI sec, Iconicella. Navata unica, di stile barocco, è sede della Confraternita della Morte e Orazione.

Chiudeva il lato est del borgo, la citata Porta degli Zingari. Sul lato interno è murato un bassorilievo raffigurante S. Giorgio e il drago. Appena fuori della porta, la Chiesa della Madonna di Loreto, checonserva una stupenda icona bizantina “Odigitria” e un antico altare.

Quali sono i principali personaggi storici di Torremaggiore?

Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore del Sacro Romano Impero dal 1220 al 1250 e re di Sicilia dal 1211 al 1250. Morì a Castelfiorentino, in agro di Torremaggiore.

Dal 1382 Torremaggiore fu feudo della famiglia De Sangro che influenzò la storia del paese fino al 1806. Alcuni rappresentanti:

Violante De Sangro, Duchessa di Torremaggiore vissuta tra il 1500 ed il 1600 – moglie del marchese Paolo II De Sangro, donna di eccezionale cultura, abile amministratrice, passò alla storia per le sue opere realizzate a Torremaggiore. Il Convento dei Cappuccini con annessa Chiesa di S. Maria degli Angeli. Protesse le giovani spose e le orfane. Ottenne il completamento del Castello, la costruzione del dirimpettaio Teatro. Fu molto amata dal popolo torremaggiorese.

Giovan Francesco De Sangro, terzo duca di Torremaggiore. Si fa carico della faticosa opera di ricostruzione conseguente al sisma del 30 luglio 1627.

Raimondo De Sangro (1710-1771) ottavo duca di Torremaggiore e settimo principe di S. Severo. “Il principe geniale” esoterista, inventore, alchimista, vero spirito libero del 700, fu famoso per le molte invenzioni e per il suo grande contributo dato all’arte, come risulta da alcune sculture, plasmate su suo progetto, fra le quali il Cristo Velato commissionato al Sammartino e altre di scultori famosi del 700 che si possono ammirare nella gentilizia Cappella Sansevero a Napoli.

Elisa Croghan (1845 – 1912) figlia di un rinomato botanico inglese. Fu compagna dell’ultimo duca di Torremaggiore, Michele De Sangro. E’ sepolta nella Cappella dei De Sangro nel cimitero di Torremaggiore. Fu una donna molto generosa nei confronti della città.

Don Tommaso Leccisotti, (1895 – 1982), padre benedettino. Nasce a Torremaggiore, nel centro storico, la sua casa natale. Svolse a Montecassino la sua opera di storico, paleografo e bibliotecario. Salvò il prezioso patrimonio dell’ Abbazia di Montecassino dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, facendolo dapprima trasportare a Roma e poi ricomporre nella sua sede naturale. Fondatore e direttore della rivista “Benedictina”, fu scrittore di oltre 150 opere.

Luigi Rossi (1597 – 1653) Compositore, musicista e maestro di canto italiano. Ebbe il merito di introdurre il melodramma italiano presso la corte di Francia e di fondare la cantata da camera. L’Orfeo la sua opera più famosa.

Nel Centro storico vi è anche la casa natale di Nicola Sacco, (1891 – 1927) cheinsieme a Vanzetti, emigranti in America, furono condannati da innocenti alla sedia elettrica a Charlestown nel 1927 e poi riabilitati nel 1977. Molti altri si sono distinti per meriti manageriali, imprenditoriali, professionali, accademici ed istituzionali.

La festa medioevale Terrae Maioris, frammenti di vita medioevale, è giunta alla sua IV edizione nel 2019. Quale il calendario tipico e i momenti centrali?

La festa medioevale Terrae Maioris si svolge a giugno, nel centro storico, per fare memoria delle origini di Torremaggiore, che risalgono all’anno mille. Si svolge In tre giornate, la prima dedicata alla Cerimonia di Premiazione del Premio Artistico Letterario “L’uomo senza memoria non sarebbe nulla e non saprebbe far nulla”. Momento conclusivo di un percorso, che vede coinvolte le scuole del territorio sulla conoscenza delle radici della città. E a seguire rivisitazione teatrale della Disfatta di Fiorentino. Nella seconda serata, grande Cena medioevale sulla strada maestra del borgo antico, allietata da musiche e spettacoli. E infine nel terzo giorno, il Borgo si sveglia nel Medioevo, e grazie ai soci, le scuole, le associazioni, numerosi figuranti animano i Vichi con botteghe, scene, allestimenti, balli, spettacoli fino a tarda sera. Offrendo così ai visitatori atmosfere suggestive insieme al rullio dei tamburi e ai profumi delle degustazioni tipiche.

Oltre a sottolineare l’importanza della memoria che l’evento si propone, è anche la voglia di esprimere le potenzialità, e la bellezza del nostro centro storico assieme ai grandi risultati che solo la collaborazione e la rete tra le diverse agenzie , possono assicurare.

Lo stop per il 2020 a seguito delle conseguenze della pandemia di Covid ’19 quali conseguenze sta portando?

In seguito a tutte le disposizioni conseguenti alla Pandemia, sono saltate tutte le attività legate all’evento che ci vedevano impegnati su più fronti da Gennaio, con gli Enti, le Scuole, le Associazioni, i soci. Ma abbiamo potuto apprezzare serenamente la preziosità del lavoro svolto, che ci servirà per future collaborazioni.

Questa pausa forzata ha offerto anche qualche opportunità all’associazione e ai suoi progetti?

Dopo un primo momento di smarrimento, ci siamo chiesti su quali terreni potevamo spendere le nostre energie. Abbiamo così subito apprezzato la ricandidatura di Castelfiorentino a luogo del cuore Fai, come valida opportunità di valorizzazione del nostro importante Parco Archeologico dal 2007. Approfondite indagini archeologiche hanno consentito di riportare alla luce i resti della fiorente città medievale, sede vescovile, Fiorentino, di origine bizantina del sec. XI. In questo insediamento, in agro di Torremaggiore, l’imperatore Federico II di Svevia vi costruì una delle sue Domus ed ivi morì nel 1250. Qualche anno dopo fu rasa al suolo e abbandonata progressivamente dagli abitanti che si trasferirono e fondarono Torremaggiore.

Come l’associazione Borgo Antico sta sostenendo questa candidatura?

Considerando l’ arresto delle attività culturali e manifestazioni, questa candidatura risulta essere una valida opportunità verso cui far convergere tutta la rete di associazioni e collaboratori di Terrae Maioris. Lavoreremo in questa direzione, perché è l’unica in cui crediamo e che può determinare lo sviluppo di un territorio. Fattivamente ci impegneremo per la raccolta voti e seguiremo assiduamente l’evolversi della candidatura.

Ritornando a Terrae Maioris, quanto è difficile riprodurre usi e costumi di un’epoca, il medioevo, così lontana da noi? Le maestranze coinvolte in questa grande opera di ricostruzione?

Dopo uno studio accurato del periodo storico vengono ricercate le competenze utili, che all’ interno di un’associazione sono la vera forza. Trattasi di volontari che gratuitamente si mettono a disposizione, in questo modo abbiamo potuto attivare anche laboratori nelle scuole, dove anche i genitori si prestavano per tali mansioni. Quindi tutti i costumi utilizzati nelle diverse edizioni sono interamente fatti a mano e costituiscono un vero patrimonio riutilizzabile.

Quale il sostegno e l’attenzione ricevuti dal territorio e dai media?

Abbiamo sempre creduto nella collaborazione di Enti, Associazioni ed imprenditori del territorio. Una volta presentato il progetto, e cercando di curare al meglio le relazioni, siamo riusciti ad avere il sostegno e gli aiuti necessari. Gli sforzi vanno fatti conoscere anche nell’ottica che si possono realizzare grandi cose se solo ci mettiamo insieme a lavorare per un obiettivo comune. Ecco l’importanza dei media che devono saper intercettare la portata degli eventi e le sinergie intervenute.

La cittadinanza di Torremaggiore e dintorni come vive questa suggestiva manifestazione?

La manifestazione col passare degli anni si sta consolidando, e la cittadinanza attende con trepidazione questo appuntamento ed è piacevolmente sorpresa del proprio borgo vestito a festa. Tanti i visitatori che arrivano dai dintorni per partecipare alla Cena, visitare il borgo con le chiese, ed assistere agli spettacoli.

Quanta la voglia di ricominciare per la prossima edizione di Terrae Maioris, frammenti di vita medioevale?

Questo tempo ci è servito per apprezzare il cammino fatto finora, anche se in pochi anni, e quanto seminato non può essere disperso, per cui aspettiamo fiduciosi tempi migliori per ricominciare e tessere nuovi legami per rendere più bello il borgo.

Ricordiamo i componenti del direttivo e i principali soci dell’associazione Borgo Antico?

Presidente Giuseppina Sacco. Direttivo: Armando Angeloro, Generosa Ciaccia, Anna Mascia, Rachele Rendina, Angela Rotondo, Antonella Schiavone, Vincenzo Serlenga. Circa cento soci, che condividono le finalità dell’associazione e ne sostengono le attività.

C’è qualcos’altro da aggiungere a questa intervista?

Le nostre finalità ruotano sempre attorno alla valorizzazione del centro storico, per cui siamo aperti ad ogni possibilità. Dopo Terrae Maioris, edizione 2019, abbiamo sostenuto la pubblicazione del libro “I muti testimoni di pietra del borgo antico di Torremaggiore” di Walter Scudero e Marcello Di Pumpo, sui reperti ancora visibili nel centro storico. Nell’ambito della collaborazione con la Biblioteca Comunale De Angelis, abbiamo dato via ad un progetto per stimolare la lettura , installando casette con libri a disposizione della comunità. Abbiamo partecipato ai Programmi dell’Accesso con la Rai Puglia e il Corecom, per promuovere il patrimonio tradizionale di fede, che vede coinvolte la Chiesa del Carmine e la Chiesa di S. Anna del centro storico e le Confraternite della Morte ed Orazione e del S. Rosario.

L’associazione Borgo Antico è presente sul social networl Facebook alla pagina https://www.facebook.com/borgoanticotorremaggiore/

Di seguito alcuni video delle attività e degli eventi realizzati

TERRAE MAIORIS – FRAMMENTI DI VITA MEDIOEVALE: 7,8,9 GIUGNO – TORREMAGGIORE (FG)

https://www.facebook.com/sanseveroedintorni/videos/454801365295894/

TERRAE MAIORIS – UN VIAGGIO NEL MEDIOEVO A TORREMAGGIORE

https://www.facebook.com/sanseveroedintorni/videos/528918060976055/

IL BORGO ANTICO ALLA RAI

https://www.facebook.com/borgoanticotorremaggiore/videos/363879054181485/

Terrae Maioris 2019

https://www.facebook.com/borgoanticotorremaggiore/videos/2383404048561471/

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