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L’associazione “TECNICI-ARTIGIANI” chiede all’AC la riduzione della TARI

BASTA TASSE INGIUSTE
La costituente associazione “TECNICI-ARTIGIANI” non può rimanere in silenzio di fronte all’ingiustizia che si sta perpetrando ai danni delle partite iva sanseveresi.
L’Amministrazione Comunale ha infatti approvato la scorsa settimana, in Consiglio Comunale, il Regolamento Tari senza annunciare nessuna riduzione o agevolazione per le partite iva, e da quanto dichiarato dal Sindaco in conferenza sembrerebbe con l’approvazione delle associazioni di categoria.
Ci chiediamo come sia possibile che chi dovrebbe rappresentare le categorie produttive, così duramente colpita da questa crisi, possa appoggiare i provvedimenti di un’Amministrazione Comunale che chiede tasse non dovute proprio ai componenti delle categorie rappresentate.
L’associazione “TECNICI-ARTIGIANI” nello specifico non chiede elemosina, regalie o sconti indifferenziati, non fa proposte populistiche o prive di una sostenibilità economica, chiede semplicemente che venga applicata la logica, l’equità e la ratio dello stesso regolamento TARI. Pensare che sia un traguardo aver semplicemente spostato il pagamento della tari di qualche mese è offensivo, considerando che a numerose attività verrà chiesta l’intera somma dopo un ulteriore periodo di chiusura o scarsa attività che sicuramente arriverà al 18 maggio o al 1° giugno a seconda dei casi e senza prospettive per il futuro.
Le attività sottoposte ad OBBLIGO DI CHIUSURA o con forti LIMITAZIONI NELLA CAPACITA’ o NELLE MODALITA’ DI LAVORO, devono sì pagare la TARI ma non certamente come se fossero state aperte 12 mesi a pieno regime proprio per il principio della suscettibilità di produrre rifiuti.
– Chiediamo infatti che vengano sottratti i giorni di chiusura forzata dal computo dei giorni totali su cui è calcolata la TARI., esclusivamente per le attività interessate da decreti ed ordinanze, mai ci sogneremmo di estenderlo ad altre che invece hanno avuto la possibilità di stare aperti ed operare. Allo stesso modo chiediamo una riduzione del 50% per i periodi di restrizione, insomma per chi è stato e sarà costretto a lavorare “col freno a mano tirato”.
Nulla di impossibile, nulla di illogico, nulla che gravi sugli altri. Se infatti la tariffa è stata calcolata su 12 mesi di attività delle partite iva, ci chiediamo dove sono andati a finire i soldi che il Comune ha risparmiato sul conferimento dei rifiuti delle attività che per 2 mesi sono state con la “serranda calata”? Dove sono andati a finire i soldi per coprire il servizio di raccolta se la raccolta non ha riguardato le oltre 3.000 utenze non domestiche inattive in questo periodo?
Abbiamo verificato che la situazione è diversa in altre parti d’Italia e alle attività produttive DIRETTAMENTE COLPITE, sono state concesse le riduzioni DOVUTE, a titolo d’esempio citiamo i Comuni di Quarrata (PT), Piaggine (SA), Candela (FG), San Gavino Monreale (SUD SARDEGNA) Non abbiamo volontà di polemizzare, vogliamo solo avere risposte concrete perché per troppo tempo tutte le Istituzioni ed i loro rappresentanti ci hanno riempito di parole e chiacchiere e nel frattempo la situazione è diventata insostenibile, non è più possibile pensare che le partite iva possano portare sulle loro spalle il peso della crisi per conto di tutti.
Se le nostre riflessioni e richieste, espresse a mezzo stampa, non dovessero portare ad azioni tangibili contatteremo anche le altre associazioni di categoria e proporremo una class action sulla TARI vedendo chi effettivamente vuole sostenere le battaglie delle attività produttive e chi preferisce avere rapporti di altra natura con il “Palazzo”

Il direttivo TECNICI-ARTIGIANI

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