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Lavoro in Puglia: situazione attuale e consigli per trovare un impiego

Mentre a poco a poco l’Italia sembra avviarsi verso la ripresa dopo la pandemia, il Mezzogiorno presenta ancora una situazione preoccupante. Le disuguaglianze tra Nord e Sud diventano più aspre quando guardiamo alla condizione di giovani e donne, le categorie più colpite dalle difficoltà socioeconomiche legate alla crisi sanitaria. Esaminiamo dunque alcuni dei problemi presenti al momento, e alcuni possibili percorsi per immettersi con successo sul mercato del lavoro.

Impiego in Puglia nel post-Covid

La Puglia è stata colpita duramente dalla pandemia, in parte per fragilità già presenti, e in parte per la forte dipendenza dell’economia regionale dal settore turistico. Con il lockdown e le restrizioni agli spostamenti, moltissime persone impiegate in turismo e ristorazione si sono trovate senza lavoro. La perdita di posti di lavoro in Italia ha danneggiato in particolar modo le donne. Senza un solido sistema di welfare o misure per la parità di genere, infatti, molte sono state obbligate a licenziarsi per prendersi cura dei bambini durante la chiusura delle scuole. Va ancora peggio in Puglia, una delle regioni in cui il divario di genere è più ampio e soltanto il 35,5% delle donne lavora.

Non va meglio per i giovani: il 29% fa infatti parte dei cosiddetti Neet, ovvero persone senza un lavoro, che hanno smesso di cercarlo e che non sono impegnate in alcun tipo di formazione. Tra chi ha un lavoro, oltre il 24% è sovraistruito per la mansione che svolge e il 25% lavora da almeno cinque anni con un contratto a termine. Questa precarietà continua si traduce nel fenomeno della fuga verso il Nord, che a sua volta impoverisce il Sud di competenze e forza lavoro. 

Formazione e le possibilità del digitale

La crescita del settore digitale potrebbe diventare un fattore importante per muoversi in una direzione più positiva. Le professioni in ambito ICT sono infatti molto richieste, e ancora mancano sul mercato del lavoro le competenze adeguate per ricoprire i ruoli di cui le aziende hanno bisogno. Per tanti di questi lavori è poi possibile formarsi in modo agile e veloce, puntando sull’esperienza pratica. Ad esempio, seguendo un corso intensivo di soli tre mesi con Aulab si può accedere rapidamente alla professione di programmatore web, imparando le basi di coding senza dover prendere una laurea. Si potrà così guadagnare uno stipendio da programmatore informatico, che parte da 1.100 e arriva oltre a 3.000 euro al mese con l’esperienza, spesso con la possibilità di lavorare in remoto. Altre professioni che si possono svolgere dopo aver imparato i linguaggi di programmazione includono quella di sviluppatore di app mobili, di programmatore software, di game developer o di esperto in sicurezza informatica.

Un altro campo nel settore digitale che offre buone possibilità di carriera è quello del digital marketing. Anche in questo caso spesso non è necessaria una laurea, se si è pronti a fare tanta esperienza sul campo. Tra i mestieri più richiesti possiamo citare social media manager, specialista SEO e copywriter.

Priorità per il Recovery Plan

Abbiamo visto alcuni percorsi che possono aiutare a inventarsi una nuova carriera in campo digitale, ma naturalmente non vanno dimenticati i problemi strutturali che impediscono la crescita della regione. È necessario che le risorse del PNRR siano indirizzate verso la creazione di infrastrutture adeguate e connessioni internet veloci e stabili, e la creazione di posti di lavoro di qualità. Vanno implementate misure per permettere alle donne di conciliare lavoro e cura della famiglia, così come una maggiore parità di genere con una condivisione equilibrata del lavoro domestico. Infine, la formazione deve essere riconosciuta come un fattore indispensabile per lo sviluppo economico e sociale del territorio, rendendola accessibile a tutti e adeguata a creare competenze spendibili sul mercato del lavoro.

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