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L’AVVOCATURA SOLLECITA A GRAN VOCE LO “SVUOTA CARCERI” – APPLICAZIONE URGENTE!

Alla luce di quanto sta accadendo nelle carceri di tutta Italia, il penalista sanseverese Avv. Ettore Censano, sollecita a gran voce l’applicazione urgente dello “SVUOTA CARCERI” che prevede gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari. Lo fa attraverso una lettera indirizzata al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bari Dott.ssa D’Addetta Maria Giuseppina, ai Magistrati di Sorveglianza presso il Tribunale di Foggia e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“È oramai nota, purtroppo anche alle cronache, la situazione di emergenza che negli ultimi giorni sta interessando gli istituti di pena del nostro territorio.

Trattasi di una realtà oramai al limite che richiede ad ognuno, per quanto di competenza, interventi immediati onde evitare che la situazione possa degenerare.

Per tali ragioni, quindi, si sollecita, laddove ricorrano tutti i presupposti, la immediata concessione della detenzione domiciliare ex lege 199/90 a tutti i detenuti e soprattutto a coloro che, nonostante le profonde tensioni, non si sono resi autori di atti di sommossa o comunque di violenta protesta.

Del resto, bisogna ricordare, che non si tratta di una misura alternativa. Trattasi, come noto, di un istituto adottato per finalità “sfollacarceri”, disposto, appunto, per affrontare il fenomeno dell’ormai endemico sovraffollamento carcerario e in tale funzione va applicato, anche alla luce della situazione di emergenza sanitaria che si è venuta a verificare.

Tra l’altro, è notorio che sul punto la Suprema Corte di legittimità ha più volte precisato che L’istituto dell’esecuzione della pena detentiva presso il domicilio, previsto dall’art. 1 l. 26 novembre 2010 n. 199, è applicabile anche in deroga alle regole generali poste dall’art. 47 ter l. 26 luglio 1975 n. 354, per la detenzione domiciliare, e quindi indipendentemente da ogni valutazione di meritevolezza in ordine alla concessione della misura”, cfr. Cassazione penale, Sez. I, 11/12/2013, n. 6138. Nella medesima sentenza, la Suprema Corte di Cassazione ha altresì precisato che “Alcun giudizio di meritevolezza trova cittadinanza per l’applicazione dell’istituto della detenzione domiciliare speciale prevista dalla l. n. 199 del 2010, laddove siano presenti i limiti di pena, il limite temporale e l’assenza di requisiti ostativi personali e relativi al tipo di reato la cui condotta è da espiare; fine dell’istituto è alleggerire il carico carcerario”.

Sicchè, appare quantomai necessario concedere, senza ulteriori ritardi, il beneficio dell’esecuzione della pena presso il domicilio, onde evitare che la situazione possa ulteriormente degenerare.

Trattasi di un invito accorato che viene rivolto soprattutto per i ristretti che non hanno preso parte agli atti di sommossa e di violenza verificatisi in questi giorni.

Nel contempo, si chiede di invitare i pubblici dipendenti, in particolare i cancellieri, ad evadere con sollecitudine e soprattutto con senso di responsabilità e collaborazione, le istanze che vengono trasmesse a mezzo pec, nonché a comunicare per via telematica e telefonica con i difensori, i quali, stante l’emergenza sanitaria, vorrebbero evitare inutili accessi agli uffici giudiziari, come da direttive del Governo e dei rispettivi Dirigenti degli Uffici Giudiziari.”

Deferenti ossequi.

San Severo, li 10.03.2020                                                                         

avv. Ettore Censano

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