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L’azienda agricola sanseverese, “Mio Padre è un Albero”, ha visto pluriplemiato il suo olio extra vergine di Peranzana al concorso “L’Oro d’Italia”.

Giunta al 25° anniversario, la fondazione di O.L.E.A. malgrado la pandemia è riuscita a realizzare e concludere i concorsi “L’Oro d’Italia”“L’Oro del Mediterraneo” riservati agli oli extravergine d’oliva, “Garantendo la regolare e ottimale valutazione organolettica degli oli pervenuti ed evitando rinvii che avrebbero inevitabilmente pregiudicato la regolare conservabilità e le caratteristiche ottimali degli oli stessi, potenzialmente penalizzati”. Tra i premitati di tutta Italia, anche l’azienda di San Severo “Mio Padre è un Albero”, con il massimo riconoscimento attribuito all’olio extra vergine d’oliva di “Peranzana” monovarietale. Premi spiegati dall’imprenditrice Lidia Antonacci: “Mio Padre è un Albero è nata nel 2011 ma è innestata sull’antica azienda di famiglia che esiste da tre generazioni. Un’azienda mia, organizzata in modo tradizionale ma innovativo e che mi sta dando tante soddisfazioni: olio extravergine d’oliva e pasta con semola di grano duro, artigianale, trafilata in bronzo, essiccazione lenta con filiera corta e tutto di mia produzione. Per questo, credo fermamente che certi concorsi sono importanti, come quello OLEA, dove ci partecipo perché attenziona i piccoli e medi produttori che credono nella qualità. Inoltre, partecipo a certi concorsi perché sono sinonimo di sfida, di formazione e di confronto. Inoltre ti fa capire che stiamo lavorando bene. C’è tutto un discorso di cultura che gira intorno all’olio”. Lidia Antonacci entra nel merito: “Oro d’Italia mi ha premiata nella categoria ‘Aziende agricole’ perché gli organizzatori del premio ci tengono molto all’aspetto della ‘produzione propria’.In quest’ambito ho ottenuto il massimo riconoscimento  cone la ‘Lode d’eccellenza’. Rappresenta il risultato di un lungo percorso che si perfeziona nel lavoro e nel tempo. Ti fa capire d’insistere in quella direzione anche se non ci sono importanti impegni economici. Quindi, alla fine – ha evidenziato l’imprenditrice sanseverese, che è nel Consorzio Peranzana Alta Daunia di Torremaggiore – viene premiato anche il ‘coraggio’ che vuol dire, in questo caso, credere in quello che si fa. Non c’è un discorso di profitto che deriva dal premio ma, senz’altro, ha una ricaduta positiva sull’azienda”. Premi importanti che significano qualità di un prodotto, come l’olio extra vergine di oliva di Peranzana, di “Mio Padre è un Albero”, che tipicizza e indentifica anche un territorio: “Nello svolgere la mia attività, come imprenditrice agricola, guardo molto al territorio, come il nostro, che è la fonte dei prodotti d’eccellenza (olio, farina, vino) e mi sono chiesta: Perché il mercato non si accorge di questa qualità? La risposta è arrivata quando ho capito che se il produttore non crede in quello che fa e quello che ha tra le mani, non lo farà mai capire agli altri, al mercato. Ecco perché con il mio olio ho sempre puntato alla qualità, a sistemare il packaging (la confezione), partecipare ai concorsi, farsi vedere (se hai davvero qualcosa da far vedere, però) e presentarsi bene. Questo ho cercato di fare – ha concluso Lidia Antonacci – e per questo i premi li dedico al territorio, alla ruralità di San Severo, a tutti coloro che lavorano con impegno e serietà per il bene dei nostri prodotti agricoli e per la valorizzazione  di tutto ciò. Sono contenta quando un piccolo produttore fa inorgoglire il territorio”.

Beniamino PASCALE

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