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“Le bambine possano tornare a sognare come noi adulti”. L’emozionante spettacolo di Simonetta Pestilli al Teatro”Verdi” di San Severo

Tutto inizia con un battito nell’aria.
Si apre il sipario.
Alcune incantevoli bimbe si trincerano dietro una bandiera.
È in nome della ‘Pace’.
Sono davvero tante le ragazzine ucraine che lo Studio Danza “New Ars Life” ha accolto donando loro la possibilità di frequentare gratuitamente alcuni corsi.

“Il linguaggio universale dell’Arte unisce i Popoli”, spiega Emilio VOLGARINO, distinto e carismatico conduttore dell’evento tenutosi domenica 19 giugno, presso il Teatro “Verdi” di San Severo, con ingresso alle ore 20,30 ed inizio alle 21,00.

La voce risuona tra gli astanti incuriositi dal fiabesco scenario proiettato su maxischermo che, in modo quasi mirabolante, prepara gli animi attraverso quelle che restano le riflessioni più vere, profonde ed educative come solo le fiabe più toccanti riescono a trasmettere.

Lo spettacolo di danza classica e moderna in due quadri, intitolato “Le cinque leggende. Qual è il tuo centro?”, è stato organizzato dall’Ascd Studio Danza New Ars Life di Torremaggiore.
La coreografia di Simonetta PESTILLI e di sua figlia Luana, anch’ella insegnante di danza sulle orme materne.
I testi di Walter SCUDERO.
Assistenti Luana DE GENNARO e Miriana VISCONTI.
Il Service Audio-Luci è stato curato da “Omnia Service”, mentre Aurelio Ercole LARICCIA e Nicola LAMEDICA della “Film Studio” si sono occupati del Servizio Foto e Video con la collaborazione del fotografo Alessandro RUSSI.

“Le cinque leggende” è un’opera favolistica, visivamente incantevole e sapientemente costruita, incentrata sulla fede dei bambini verso il mondo incantato. Una fedeltà che rischia di vacillare all’arrivo dell’uomo nero, il quale ha lo scopo di annientare l’innocenza, la felicità e la speranza dei bambini con la paura.

Ecco spiegata la straordinaria antifona che conduce in un viaggio dove la fantasia e la realtà si intrecciano indissolubilmente, solo però danzando di pari passo.
È uno spettacolo nello spettacolo.
Gli scatti netti e precisi, e senza sbavature, testimoniano un immane lavoro di preparazione fisico-atletica e di crescita armoniosa del corpo.
Le ragazzine si alternano con abiti colorati e fantasiosi, mentre incedono con leggiadria e soavemente per cantare la loro purezza.
Sembra di ritornare bambini.
Sembra di ripercorrere ansie e paure, ma il tutto si modella con garbo e senza eccessi, quasi come nelle fiabe di Andersen, dove “esiste un Dio amoroso, che conduce ogni cosa a miglior fine”.

Le emozioni così si dipanano in sala come matasse leggiadre da riavvolgere dopo aver compreso quanto siano importanti sia il coraggio che la fiducia in se stessi.
All’improvviso spunta persino Babbo Natale che dona la ‘speranza’ in un mondo migliore e, soprattutto, quella speranza di credere che non tutto possa finire un giorno o andar perduto.
Vi è sempre un dono inatteso per ciascuno di noi e, se proprio non arrivasse, è l’entusiasmo verso la vita che non bisogna mai permettere che (ci) venga spento.

Le bimbe danzano abbracciando un cuscino e sognano il giorno migliore.
L’uomo nero si allontana e lo si riesce anche a guardare dritto negli occhi quando vi è una mano che ci guida con amore.
Ma se capitasse che una mano dovesse venire a mancare, quel cuscino va tenuto stretto con le dita, e con gli stessi denti, a significare di cercare di farsi sempre ‘forza e coraggio’, pur se da soli.
Questo lo spettacolo di Simonetta…educante e ri-educante allo stesso tempo per mezzo della fantasia che, come il battito delle ali di una farfalla, possa farci volare in alto donando istanti di felicità.

Il sipario sta per chiudersi.
Le ali sono pronte a soffiare nuova luce.
Simonetta ammalia ed incanta con la sua danza finale, consapevole però che anche il coraggio può bagnarsi di lacrime.
E ne basta una per testimoniare l’amore immenso genitoriale, come quando entra sua figlia Luana chiamata in causa per un abbraccio.
Lo stesso abbraccio che tutti i genitori presenti hanno riservato per le proprie bimbe una volta tornate a casa, dove il posto è sempre in prima fila.
Quello in famiglia.

Lo spettacolo diventa un tripudio di applausi.

“Sono molto riconoscente a mia figlia Luana, anche lei maestra di danza”, dichiara l’insegnante Simonetta PESTILLI, con anni di una ricca e ben consolidata carriera artistica.

“Sono due anni che siamo fermi a causa del Covid, ma la danza non si può fermare! Ad ogni costo ho voluto mettere su uno spettacolo in cui le bambine possano tornare a sognare, come anche noi adulti”, sottolinea Simonetta, ringraziando in particolar modo l’assistente Mariana VISCONTI e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dello spettacolo, come soprattutto gli Sponsor.

Si ringraziano per la collaborazione: Alessandro DEL BIANCO; Rosamaria LAMEDICA; Marco LUMENTI; Gianluca MONTANARI; Antonella IUSO; Olga D’ERRICO; Francesca MARINELLI; Mariacarmen MONTEROSSO; Incoronata NARDELLA; Antonella PIANCONE; Francesca COPPOLA e
molte insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Pietro Nenni”.

Infine un momento coinvolgente con la consegna di alcune borse di studio in onore di Nazario CERVELLIONE, un allievo che è venuto a mancare qualche anno fa.
Il ricavato ottenuto dalla vendita dei biglietti andrà in beneficenza all’
A.G.A.P.E. Onlus per la cura e lo studio delle leucemie e tumori infantili di San Giovanni Rotondo.

Per le acconciature ed il trucco si è adoperata una vera e propria squadra di professioniste del settore.
L’abito di Simonetta PESTILLI era di “Padalino fashion store”.

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