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LE DIMISSIONI DEI GENITORI

La classe docente sostiene ragionevolmente che oggi lʼemergenza educativa richiede, in primo luogo, una forte responsabilità del ruolo dei genitori, della famiglia. Tanti insegnanti sono concordi nel rilevare che le nuove generazioni appaiono sperdute tanto quanto i loro genitori. Questi ultimi – sostiene lo psichiatra MASSIMO RECALCATI – hanno smesso da tempo di svolgere il loro ruolo, hanno abdicato, SI SONO DIMESSI dalla loro funzione, mentre i loro figli senza una precisa guida non si formano una propria identità, non si assumono il peso delle proprie responsabilità, prolungando la loro adolescenza. Dove sono finiti i padri? Dove sono finite le madri? In quali mari si sono persi? Perché i genitori non riescono a sostenere la propria funzione educativa e il confronto generazionale che ne deriva? PAOLO CREPET, noto psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano, sostiene quanto sia sbagliato il cosiddetto “buonismo educativo”. Ai figli è concessa devozione totale come anche è concessa totale libertà. Lo psichiatra punta il dito contro le famiglie che si dimostrano troppo accondiscendenti verso le richieste dei figli i quali, una volta cresciuti, non sapranno gestire le prime negazioni a cui andranno incontro. Altro punto fondamentale è anche che con il cambiare dei tempi i genitori sono sempre meno presenti. Questo può provocare in alcuni genitori una sorta di senso di colpa per non essere troppo presenti con i figli e poi usano questo senso di colpa per scaricare tutta la loro impotenza contro gli insegnanti rei – a loro dire – di essere troppo severi con i propri figli. Secondo CREPET…<<si è sgretolato il confronto tra genitori e figli, non c’è più un confine ben marcato tra loro e quindi si incrina anche l’autorità genitoriale. Per educare si deve avere coraggio, capire le situazioni e anche se alcune scelte sono dolorose bisogna capire che non sono fatte per far del male al proprio figlio ma per spronarlo un domani ad essere un adulto forte, indipendente e che sappia contare su se stesso. Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia. Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento? E quando credi in un ragazzo non lo devi aiutare, se è bravo ce la fa. Perché lo dobbiamo aiutare? Si aiuta una signora di 94 anni ad attraversare la strada, ci mancherebbe altro. Perché si deve proteggere uno di 18? Si giustificano le persone in difficoltà, non un figlio. Perché devi giustificare un figlio? Perché non ce la fa? Che messaggio diamo? Siccome tu non ce la fai, ci pensano papà e mammà. Conclude CREPET: <<…Tante volte ho sentito dire da un genitore: io devo sistemare mio figlio. “Sistemare”. Come un vaso cinese. Dove lo sistemi? Dentro la vetrinetta, sopra l’armadio? Hai messo al mondo un oggetto o hai messo al mondo un’anima? Se hai messo al mondo un’anima non la devi sistemare, né giustificare>>. COSI’ PARLARONO RECALCATI E CREPET.

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