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LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA PER L’OMICIDIO DI ROBERTA PERILLO

Dal fascicolo dibattimentale per la Corte è emersa la prova inconfutabile della colpevolezza del reo confesso FRANCESCO d’ANGELO relativamente all’omicidio di ROBERTA PERILLO. Tutto ciò è contenuto nella motivazione della sentenza di condanna a 23 anni e 8 mesi emessa lo scorso 29 aprile in Corte d’Assise a Foggia (Presidente il giudice MARIO TALANI, Pubblico Ministero ROSA PENSA). Al momento non risultano richieste di appello, anche se i legali della Famiglia della vittima (e cioè gli avvocati GUIDO de ROSSI, ROBERTO de ROSSI e CONSIGLIA SPONSANO) avevano anticipato una tale possibile decisione al momento della condanna, ritenuta insufficiente alla prova dei fatti. Ricordiamo che FRANCESCO d’ANGELO, mai comparso in aula nel corso di tutte le udienze del processo, è difeso dall’avv. MICHELE CURTOTTI. Durante le udienze dibattimentali sono stati ascoltate una quarantina di persone per ricostruire fin nei dettagli la triste vicenda dei due giovani sanseveresi legati da una relazione sentimentale. Nelle oltre 40 pagine delle motivazioni della sentenza di condanna è stato ripercorso tutto il “fattaccio” che ha documentato la lite ed il fatale confronto fisico tra reo confesso e vittima che ha portato all’omicidio. IL documento, ovviamente, ha ribadito le posizioni processuali dei tre consulenti di parte: il criminologo ALESSANDRO MELUZZI per la Famiglia PERILLO ha affermato la piena capacità di d’ANGELO di intendere e di volere al momento dell’omicidio; diversa la valutazione professionale del consulente tecnico della difesa dr. ANGELO RIGHETTI che ha ritenuto d’ANGELO totalmente incapace di intendere e volere; posizione equidistante tra quelle delle parti è stata la posizione del consulente della Procura prof. ROBERTO CATANESI, che ha giudicato presente un parziale vizio di mente. La Corte d’Assise di Foggia ha ritenuto che l’ipotesi accusatoria sia stata integralmente confermata dalle risultanze del processo, per cui non sono state concesse al d’ANGELO le circostanze attenuanti generiche. Si aspettano ora eventuali altri capitoli di questa storia di amore e morte che ha sin dall’inizio creato massima attenzione e sconcerto nell’opinione pubblica di San Severo e non solo.

 

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