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L’eclatante guerra dei prezzi dei grani di Capitanata

Una volta si diceva: “con il grano e la lana di (prov.) Foggia si mangia e ci si veste”, ma quei tempi oramai sono morti.

Come ogni anno, anche nell’annata di produzione 2016 si inizia la guerra del prezzo partendo da quello del frumento che si posiziona per la settimana dal 19 al 25 giugno da min. 160 €/t per il frumento tenero (per la farina 00) fino a max 210,00 €/t per il frumento duro (con contenuto proteico all’11,5%) seguendo in modo eccessivo quelle che sono le regole del mercato per la domanda e l’offerta.

Il prezzo viene deciso più o meno in questo modo: i produttori agricoli conferiscono ai centri di raccolta il loro prodotto e la commissione che è a conoscenza del quantitativo decide un prezzo, invece quando i consorzi funzionavano non mettevano a conoscenza il mercato dei quantitativi presenti e il prezzo era regolato dalla paura di non avere abbastanza prodotto, ma i consorzi di provincia attualmente sono quasi tutti in declino o peggio chiusi.

Il giorno 29 giugno la commissione doveva riunirsi per la decisione del nuovo prezzo, ma questa anche presentandosi presso la Camera di Commercio di Foggia non si è riunita in seguito alle proteste dei tanti agricoltori che dichiarano di non riuscire a rientrare nelle spese di produzione, inoltre molti di loro si battono affinchè la commissione sia costituita da produttori e non dagli imprenditori delle industrie molitorie che preferiscono acquistare grani esteri a prezzi molto bassi e di pessima qualità tagliandoli con i grani autoctoni, inoltre la commissione chiede sforzi ai contadini di Capitanata di rientrare negli impossibili costi di produzione con dei prezzi che variano in modo così rapido per un processo produttivo che dura da novembre (o dicembre) a giugno. Per far comprendere l’eclatante situazione ai tanti, possiamo dire che un chilo di frumento retribuisce il contadino dai 0,16 € ai 0,21 €, ma una pizza margherita costa circa 4,50 € e di certo non si utilizza un chilo di farina per una pizza al piatto. Il Meetup 5 stelle San Severo ha la seria intenzione di iniziare a parlare di questa importante problematica e seguirà attentamente le campagne del pomodoro e dell’uva che si riveleranno come ogni anno piene di scontri.

Proprio in queste ore ad un’intervista rilasciata ad agricolae.eu a parlare è il deputato pugliese del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate che annuncia: “Ho presentato una risoluzione sulla filiera del grano duro dove occorre innanzitutto attuare la CUN del grano e successivamente intervenire sull’organizzazione delle filiere”. Ma questo va fatto – prosegue – “in maniera verticale e intervenire sulla ricerca per avere nuove varietà che servano in realtà agli agricoltori e intervenire seriamente con un piano proteico con il quale si può dare la possibilità anche all’agricoltore di roteare le colture e apportare benefici al terreno da un punto di vista di sostenibilità ambientale”.

La cosa che ci rattrista e che nessuno fa qualcosa per tutelare la nostra industria e la nostra storia.

Dove sono le politiche del sindaco/presidente di provincia Francesco Miglio?

Dove sono le politiche del nostro ex assessore alla legalità ed oggi presidente della Regione Puglia Michele Emiliano?

Cosa Aspetta il Governo Renzi a procedere con gli emendamenti come l’articolo 6-bis del decreto 51(proposto dal M5S G.L’Abbate) che prevede appunto l’istituzione di Commissioni Uniche Nazionali (CUN) per la determinazione delle quotazioni di prezzo per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo-alimentare?

…. Chi vivrà vedrà….

Meetup 5 stelle San Severo

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