CulturaPrima pagina

L’eco del nido vuoto

Genitore: “Colui che genera o, ha generato”.Questa è la definizione di carta ma, chi sono davvero i nostri genitori? Non esiste un manuale virtuale o, cartaceo che indichi con esattezza come svolgere il ruolo da genitore.

E’così anche loro, i nostri genitori, sono colti dall’impreparazione ad effetto immediato. “Assecondare i loro bisogni? Accogliere le scelte di figli? Diventare genitori – amici dei propri figli? Oppure, essere genitori dal pugno di ferro senza diritto di replica?”

Raramente esistono risposte certe , quindi, si agisce sulla base di esperienze senza conoscerne l’esito.

Uno dei compiti più impegnativi dei genitori è quello di accompagnare i figli durante la cosiddetta fase del trampolino di lancio. Ossia quando i figli se ne vanno di casa.

Quella che, fino a ieri era il porto sicuro di riferimento, quel nido d’amore dentro cui rifuguarsi diventerà una meta occasionale del pranzo domenicale.

Un momento tanto atteso e tanto temuto. I figli “salutano”le proprie famiglie d’origine per camminare sulle proprie gambe..si abbandona il conosciuto per il nuovo e, nonostante le ansie, timori, dubbi ed incertezze, questo percorso è necessario affinché si raggiunga un pieno sviluppo della propria personalità adulta.

E’così, mentre i figli preparano i bagagli per dire addio al loro nido familiare, i genitori saranno invasi da sentimenti contrastanti di tristezza, malinconia e paura di perdere una parte importante di sé.Cambierà la distanza che li separa e cambierà il modo di proteggerli.

Le fasi iniziali, per i genitori, sono le più delicate vivranno, infatti, la cosidetta “sindrome da nido vuoto” durante la qualela casa è più silenziosa, la stanza del figlio vuota e i pasti più solitari, non esisteranno più litigi, incomprensioni o parole che feriscono come lama nel cuore. Il momento del nido vuoto è giunto, e segnerà definitivamente il distacco con la quotidianità familiare vissuta.

E’così, all’indomani della loro “partenza senza ritorno”, il genitore dovrà riabituarsi ad una nuova fase di vita senza più il dovere di riordinare la camera, o senza l’obbligo di far trovare un pasto caldo in tavola ai figli affamati post allenamento. Esisteranno solo due sagome umane intorno a quella tavola, un padre ed una madre.

Regole non scritte che, disincantano i genitori da un eventuale ritorno del figlio affinché si mantenga in vita un passato che, li ha visti uniti e felici ma destinato a trasformarsi in un dipinto che raffigura un uomo di spalle che non dialoga con lo spettatore, ma lo invita a immedesimarsi in una proiezione del proprio io individuale in grado di esternare la propria soggettività.

Concludo con una poesia del poeta KahlilGibrantrasmettendo un in bocca al lupo a quei figli coraggiosi che, hanno deciso di diventare adulti nella consapevolezza di amare per sempre i propri genitori, ai quali bisogna essere grati per averci donato la vita, pur salutando definitivamente quel nido di famiglia che, resterà per sempre alla loro seconda pelle.

I vostri figli (KahlilGibran)

“I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo
”.

CAROLINA LEONE

 

 

Altri articoli

Back to top button