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L’ESERCITO DELLE RAGAZZE MADRI

di Angela Mennella

Vivendo in una società dove tutto parrebbe previsto, controllato, gestito, stiamo assistendo ad un fenomeno sempre più vasto e particolare che meriterebbe un’attenta analisi sociologica e che sta investendo particolarmente il Sud Italia. Da un’indagine Istat è emerso un dato che lascia perplessi: l’aumento esponenziale delle “ragazze madri”. Attenzione, non stiamo parlando di donne che, sposate, a seguito del naufragare del loro matrimonio, crescono i figli da sole, hanno già una posizione economica consolidata, lavorano o hanno l’ex marito che provvede a loro, no, si parla di ragazze, se non addirittura adolescenti, la cui età va dai 14 ai 25 anni massimo. Queste ragazze, alcune alle loro prime esperienze sessuali, magari per far contento il loro partner, si concedono e restano incinte. A volte sono rapporti occasionali, tra i due non c’è neanche sentimento, ma solo “per provare” per non essere da meno delle altre coetanee che hanno già fatto questa esperienza, per sentirsi grandi. Altre volte sono incidenti di percorso durante un fidanzamento regolare. A volte sono frutto di cattiva informazione sulla contraccezione, ignoranza, superficialità, spesso abusi non denunciati e diciamolo pure, in alcuni casi, strategia messa in atto da alcune con la speranza di incastrare il malcapitato di turno e farsi sposare per condurre una vita migliore di quella che hanno nella loro famiglia di origine, soprattutto quelle dove vige un’educazione patriarcale fatta di divieti e imposizioni. Di solito è emerso, in alcuni casi, che le madri di queste ragazze anche loro sono rimaste incinte in giovane età. Le situazioni possono essere molteplici: la ribellione adolescenziale, l’inesperienza, l’irresponsabilità, relazioni con partner più grandi già sposati che le hanno illuse. E non vi è un distinguo di ceto sociale, ci sono ragazze di ottima famiglia e istruite, che sono incappate in questo “incidente di percorso”. Resta il fatto che in questi casi, alcuni maschi, di solito coetanei, appena apprendono la notizia spariscono, si defilano, non ne vogliono più sapere nulla ne della ragazza ne tantomeno del figlio che porta in grembo. Le più fortunate e che hanno una famiglia solida alle spalle, gestiranno la gravidanza e si prenderanno carico del nascituro permettendo alla ragazza di continuare gli studi, di continuare la sua vita in maniera quasi normale, di costruirsi un futuro. Pochissime propenderanno per l’aborto, anche perchè minorenni, alcuni genitori semmai decideranno per loro e molti saranno contrari per etica e morale. Ovviamente, in molti casi, la famiglia del maschio, pur venendo a conoscenza dell’accaduto, ne resta fuori e se ne lava le mani. Praticamente la  vita di queste ragazze/donne cambia totalmente ed è rovinata e segnata  per sempre. Al sud specialmente, nonostante vi sia stata una lieve apertura mentale, ma tanto c’è ancora da lavorarci, saranno tacciate a vita come appunto “ragazze madri”. Si troveranno a cullare tra le braccia un bambolotto in carne ed ossa quando in realtà sono loro stesse che hanno ancora bisogno di giocare, divertirsi, uscire con le amiche. Ma non è solo la loro vita ad essere rovinata, purtroppo saranno segnate anche le vite dei loro figli. Soprattutto quelli che non sapranno mai chi è il loro padre. Questi bambini/e si porteranno strascichi indelebili che avranno un impatto anche nella loro futura vita di relazione. Altre ragazze meno fortunate si sobbarcheranno il fardello sulle spalle, annasperanno mantenendosi con i sussidi statali o facendo i lavori più umili per andare avanti e avranno visto evaporare tutti i loro sogni e le loro ambizioni. Magari si metteranno subito alla ricerca di un nuovo partner, con la speranza che costui possa essere meno mascalzone del primo. Allungheranno la fila dei profili social, nelle loro pose più belle e sexy, a volte anche con pargolo a seguito e costellate di frasi ad effetto. Alcune finiscono anche molto male e lo sentiamo tutti i giorni nei Tg, quando, per disperazione, si accompagnano a uomini di dubbia morale. Da un sondaggio sempre condotto da esperti sociologi emerge infatti anche un altro dato, solo il 10% degli uomini è favorevole e predisposto a intraprendere una relazione seria con una ragazza madre o con una donna con figli in generale, si avvicinano a loro solo per un’avventura lunga o breve che possa essere. La maggior parte di loro preferisce iniziare relazioni con donne libere. I motivi principali che li spingono a volere donne senza figli sono tre: 1) pensano che, ove ci siano ancora eventualmente contatti con la loro compagna e il padre biologico di suo figlio, vedersi e sentirsi continuamente possa far riscoppiare la vecchia scintilla e hanno paura di essere lasciati; 2) non se la sentono spassionatamente di mettere mani al portafoglio, tranne che per un gelato, e di  crescere e provvedere ad un figlio non loro, forti del fatto che l’uomo che lo ha generato è stato un mascalzone ad abbandonare mamma e figlio e a non provvedere a loro e anche perchè, non si sa mai, la storia potrebbe finire e non se la sentono di fare un investimento per un non consanguineo, alla fine è pur sempre un estraneo per loro; 3) hanno paura che, nel caso nascesse un altro figlio, si creino attriti poichè tendenzialmente ognuno tirerebbe l’acqua al proprio mulino e il rapporto di coppia alla fine potrebbe rovinarsi e finire. Alla luce di tutto ciò emerge in maniera chiara come queste donne a causa del loro “errore di gioventu'”, di una loro leggerezza, siano destinate spesso a non riuscire a rifarsi una vita sentimentale serena. A questo punto bisogna riflettere se e quanto abbia inciso l’emancipazione femminile e la parità di diritti seguita dalla libertà sessuale che ne è derivata, il non averla accompagnata ad una giusta educazione sentimentale. Magari con il giusto approccio anche a cominciare  dalle scuole, ove la famiglia ne fosse carente, un’ora di questa materia credo avrebbe fatto e farebbe tutt’ora la differenza. Essere madre, mettere al mondo un figlio che non chiede di nascere, anche se è la cosa più bella che esista, non è solo un atto fisico, comporta un impegno non indifferente che dura tutta una vita proprio perchè si deve formare, anche a livello psicologico e caratteriale, una nuova vita, e la vita soprattutto della donna, dopo la nascita di un figlio, non sarà più la stessa, soprattutto in assenza del partner e a maggior ragione se questa donna è ancora lei una bambina con le sembianze da donna.  I genitori dovrebbero impartire ai loro figli maschi e femmine una sana educazione sentimentale e sessuale e, specialmente alle ragazze, devono far conoscere, nel momento in cui vogliono approcciarsi ai primi rapporti sessuali, tutti i metodi contraccettivi che possono usare e far usare al compagno. Essere bigotti, far finta di nulla, non toccare l’argomento con i figli per pudore, come molti ancora fanno, non parlarne a livello istituzionale, non farà altro che accrescere questo esercito di “ragazze madri” facendolo diventare, a lungo andare e nonostante l’emancipazione in atto, una vera e propria piaga sociale.

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