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LESINA: la giunta Di Mauro rinuncia a quasi 2 milioni per l’accoglienza dei braccianti, la Cgil insorge.

Il Comune di Lesina, guidato dal neo rieletto sindaco leghista Primiano Di Mauro, ha scelto di rinunciare a un finanziamento statale di quasi 2 milioni di euro destinato alla realizzazione di una foresteria per 20 braccianti agricoli stranieri regolarmente impiegati nel territorio. La struttura, prevista all’interno di un ex-ostello, avrebbe dovuto offrire alloggi temporanei, sicuri e dignitosi, in linea con gli obiettivi nazionali per il superamento degli insediamenti informali.

La giunta comunale nei giorni scorsi ha comunicato la propria rinuncia al Commissario straordinario incaricato della lotta al caporalato, adducendo motivazioni di natura tecnica e una presunta opposizione da parte della cittadinanza.

Durissima la reazione della Cgil di Foggia e della Flai Cgil di Capitanata, che parlano di una decisione dettata da pregiudizi ideologici più che da reali criticità, e che finisce per ostacolare percorsi di legalità e inclusione: per i sindacati, i problemi segnalati dall’amministrazione potevano essere affrontati e risolti con il supporto delle istituzioni competenti, dalla Prefettura al Commissario.

L’episodio, secondo i segretari Gianni Palma (Cgil Foggia) e Giovanni Tarantella (Flai Cgil Capitanata), rappresenta una grave occasione mancata per contrastare il degrado abitativo e l’illegalità che ancora oggi caratterizzano l’accoglienza dei lavoratori stranieri nel comparto agricolo.

« I lavoratori stranieri vanno bene solo se sfruttati e invisibili?» – hanno dichiarato i due sindacalisti alla stampa locale – «Se producono ricchezza per il nostro comparto agricolo, hanno anche diritto a una vita dignitosa. E chi amministra una comunità ha il dovere morale e istituzionale di garantire inclusione e legalità, non di piegarsi a paure strumentali o calcoli politici di bassa lega».

Oltre all’impatto sociale, i sindacati sottolineano anche il danno per l’interesse pubblico: il finanziamento avrebbe permesso di recuperare un immobile dismesso, offrendo una soluzione concreta al problema dell’alloggio stagionale e contribuendo al decoro urbano. La rinuncia, invece, rischia di perpetuare la presenza di baraccopoli e insediamenti informali, con le note conseguenze sul piano sanitario, sociale e della sicurezza.

Cgil e Flai annunciano che continueranno a monitorare e a denunciare pubblicamente tutte le amministrazioni che, come Lesina, scelgono di respingere progettualità finanziate e finalizzate a garantire dignità e diritti a chi lavora nei campi.

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