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Lesina: prime schermaglie nel processo ai furbetti del cartellino al Consorzio di Bonifica.

Sono ancora le prime battute del processo a carico dei dipendenti del Consorzio di bonifica di Foggia e già se ne intuisce il tenore.

Giornata ricca di processi di rilevanza mediatica quella appena trascorsa. Oltre all’udienza preliminare a carico di Giuseppe PAPANTUONO, accusato dell’omicidio del Maresciallo Vincenzo DI GENNARO, questa mattina, innanzi al Tribunale di Foggia, in persona del Dott. Mario TALANI,si è celebrata l’udienza contro i cosiddetti “furbetti del cartellino”.

I dieci dipendenti del consorzio, difesi dell’Avv. Rosella ANGELORO, dall’Avv. Maria Giovanna D’ALOISO, dall’Avv. Michele FINOCCHIETTI e dall’Avv. Gianluca URSITTI,sono tutti accusati di truffa aggravata e assenteismo fraudolento.

Dopo la costituzione delle parti, ha preso la parola l’Avv. Michele FINOCCHIETTI che con una lunga e articolata eccezione si è opposto alla costituzione di parte civile di Matteo Pio CIAVARELLA, colui che ha dato origine al procedimento denunciando i suoi colleghi.

Sono seguiti poi gli interventi degli avvocati ANGELORO, D’ALOISO e URSITTI, che pure hanno ribadito il difetto di legittimazione della parte civile per l’insussistenza di un collegamento tra il danno subito dal CIAVARELLA e i reati contestati.

Tutte le questioni sono state condivise dal Pubblico Ministero, il quale si è unito alle richieste di esclusione avanzate dai difensori degli imputati.

L’Avv. Luca CASTELLO, difensore del CIAVARELLA, ha invece richiesto il rigetto delle eccezionipoiché infondate e tardive.

La vicenda, riportata da numerosi quotidiani (compreso LA GAZZETTA DI SAN SEVERO) e, da ultimo, oggetto di un servizio andato in onda il 23 gennaio scorso, su LA 7, durante il programma PIAZZAPULITA, ha avuto origine nel 2016, quando il Matteo Pio CIAVARELLA, anch’egli dipendente del Consorzio, denunciava dieci suoi colleghi di assenteismo dagli impianti di Palude Grande e Palude Lauro di Lesina.

Il Tribunale, dopo le questioni sollevati dai difensori, si è riservato, aggiornando l’udienza al 19 marzo 2020.

A prescindere da quella che sarà la decisione del Giudice, il messaggio dei difensori è chiaro: “la battaglia” è appena cominciata.

Sara Prencipe

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