Comunicati

LETTERA AI SANSEVERESI DELL’ASSOCIAZIONE “Sen Amici di San Severo”

Egregio direttore, “Lettera ai sanseveresi”
scrivo la lettera a nome dell’associazione “Sen Amici di San Severo” che presiedo  ed a nome
di tutte le persone, attualmente ospitati nella struttura denominata “L’Arena” che
mi hanno dato l’onore di nominarmi loro portavoce, in un momento molto delicato per loro.
Vivo, ormai da molti anni a “San Severo” e da sempre sono impegnato ad organizzare, insieme ai
miei “fratelli” africani con l’aiuto delle istituzioni locali, progetti di integrazione e solidarietà.
Abbiamo sempre trovato, per le nostre iniziative, una porta aperta sia da parte dei cittadini che dalle
istituzioni locali, testimonianza questa, del gran cuore che offre questa città, ai più deboli e
disagiati.
Abbiamo organizzato varie progetti con amici italiani a fini solidaristici e per scambi culturali, varie iniziative volta a migliorare ed agevolare il processo di integrazione ed a dare una
mano, una speranza a chi è venuto in Italia per una vita migliore.
Non posso dimenticare la gioia di noi tutti, quando il 14/03/2017, è partito il primo container per il
Senegal, riempito di computer  ,materialo scolastico e umanitario  a seguito della raccolta fondi organizzata
tramite una partita di calcetto di solidarietà tra la Polizia Municipale , l’associazione Corpo Nazionale Ecologiche e Ambientale e gli immigrati residenti sul territorio di San Severo .Un sentito ringraziamento va ancora una volta alle scuole A .Fraccacreta , A . Minuziano ,la scuola “De Amicis”, al liceo scientifico “Giuseppe Checchia Rispoli” ,  alla Polizia Municipale in particolare il Comandante Ciro Sacco ,Lorenzo la Pietra , Michele Gravino che hanno reso possibile la spedizione del container .
Rimango sgomentato, pertanto, quando critiche o illazioni vengono mosse a mezzo di stampa da
parte di qualcuno che in modo del tutto pretestuoso, mal interpreta nel nostre azioni.
La manifestazione organizzata da parte delle decine di ragazzi che si sono riuniti davanti al
Comune qualche giorno fa, tengo a precisare, aveva spirito del tutto pacifico e non di protesta.
Come potevano protestare contro le stesse istituzioni che hanno dato a tutti loro, un tetto ed un letto,
ospitandoli nell’ARENA a seguito dello sgombero del “Ghetto” e che così, hanno così prontamente
affrontato il problema dell’accoglienza?
Quei ragazzi non sono venuti a protestare ma a chiedere lavoro. Sono persone dedite al lavoro,
persone che in alcuni casi, hanno rischiato la vita, pur di venire in Italia per lavorare e sperare in
una vita migliore. Vivendo ormai, lontani dai campi e non avendo mezzi, sono privi di lavoro e certamente non hanno l’ambizione di vivere passivamente ospitati nell’Arena per sempre.
Ottenere l’ospitalità, senza un progetto di rinserimento sociale e lavorativo non ha senso e non ha
alcuna visione futura. La legalità e l’integrazione sociale e culturale, passano sempre, attraverso la
formazione professionale ed il lavoro .
invito le stesse istituzioni locali e regionali ad instaurare fin da subito, un
tavolo tecnico con il mondo dell’associazionismo e del terzo settore in generale, al fine di trovare soluzioni ai problemi imminenti ed intraprendere iniziative volte ad una prospettiva di integrazione,
sviluppo e legalità. L’ Assessore alle Politiche sociale Simona Venditti  ha portato un chiarimento dell’impegno delle autorità per risolvere il fatto del lavoro con la collaborazione di alcuni aziende agricole.
Papa Francesco qualche giorno fa ha affermato che “Il sapere è una via privilegiata per lo sviluppo
integrale della società e l’essere migranti in un Paese diverso dal proprio, in un altro orizzonte
culturale permette di apprendere nuove lingue, usi e costumi, consente di guardare il mondo da
un’altra prospettiva e di aprirsi senza paura all’altro e al diverso. Questo, porta chi accoglie a
diventare più tolleranti ed ospitali, aumentando le capacità relazionali, cresce la fiducia in sé stessi e
negli altri, gli orizzonti si espandono, la visione del futuro si amplia e nasce il desiderio di costruire
insieme il bene comune”.
Si auspica vivamente che ognuno faccia la propria parte .
PAPE DIOUF
Presidente dell’associazione “Sen Amici di San Severo”
Portavoce delle persone ospitate nell’ “Arena”

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