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LETTERA APERTA ALLA COMUNITÀ SCOLASTICA DEL CD “SAN FRANCESCO”

Carissimi,

in questo frangente così complicato e triste per la Scuola, faccio appello alla lucidità e al buon senso di ognuno per riuscire, nel migliore dei modi possibili, ad affrontare le nuove sfide che, di giorno in giorno, cambiano volto e ci pongono di fronte problemi da affrontare e superare, nel supremo interesse della tutela del diritto all’istruzione dei nostri bambini.

La comunità scolastica, che dal 1° settembre mi onoro di rappresentare, sta subendo, forte, i contraccolpi del rimpallo di responsabilità e competenze tra Stato e Regione circa la gestione della pandemia da SARS-COV-2 e sta assistendo, per lo più impotente, ad una avvilente opera di delegittimazione e di invasione nel campo dell’autonomia organizzativa statuita dal D.P.R. 275/99 e rafforzata in tanti successivi provvedimenti normativi.

Si è lavorato alacremente, sin da subito  e chiedendo un grande sforzo a tutto il personale scolastico, per far sì che le nostre alunne e i nostri alunni ricominciassero la scuola in presenza in un ambiente protetto e sicuro. Sono stati effettuati lavori di adeguamento strutturale, si sono adottati protocolli operativi, sono stati utilizzati ingenti fondi per l’acquisto di tutto quanto fosse necessario alla sanificazione quotidiana degli ambienti, alla dotazione di aule e servizi igienici di dispenser sanificanti, alla protezione del corpo docente e degli alunni, alla segnalazione di percorsi e buone prassi igieniche e tanto altro. Tutti i nostri sforzi sono stati orientati in questa direzione.

Già in questo primo momento non sono mancati malcontenti e proteste da parte di quanti, più che essere preoccupati per la salute pubblica, si struggevano per lo spostamento delle classi disposto con l’unico intento di tutela e garanzia delle giuste distanze interpersonali, in uno scenario che già faceva intravedere si sarebbe giunti all’incremento della curva dei contagi cui oggi, purtroppo, assistiamo.

A questo aggiungo il grande sforzo compiuto per far comprendere a tutti la necessità di indossare i dispositivi di protezione delle vie aeree nelle aree antistanti i plessi evitando gli assembramenti. Alla data in cui il presidente della regione, Michele Emiliano, predisponeva con ordinanza 407, la didattica a distanza anche per il primo ciclo, ancora c’era parte dell’utenza che si recava ad accompagnare o prendere i propri figli sprovvisto di mascherina, provocando tensioni con il personale scolastico che invitava all’adeguamento alle disposizioni.

Si sottolinea inoltre, nell’ottica della trasparenza e della chiarezza, che nella predisposizione del Piano d’Istituto della DDI ci si è attenuti scrupolosamente alle indicazioni impartite nelle Linee Guida del Ministero, che imponeva la didattica complementare, sincrona e asincrona, solo per la Scuola secondaria di secondo grado chiedendo a noi, del primo ciclo, di predisporre un piano per eventuale nuovo lockdown o quarantena di intere classi.

Anche questa richiesta ci ha visti lavorare al censimento delle famiglie non presenti sul portale in uso, alla ricognizione dei dispositivi da consegnare, previa graduatoria per l’individuazione delle fasce più deboli, all’acquisto di ulteriori notebook, il cui arrivo è previsto a brevissimo giro, portando a compimento un FESR già in essere.

In un paio di giorni si è riorganizzato tutto, ci si è adeguati alla DAD.

Ma anche in questo caso siamo stati sommersi di proteste e autodichiarazioni di quanti si rifiutavano di fare didattica a distanza sincrona contestandone completamente la modalità o suggerendoci orari diversi adatti alle esigenze di ognuno…

E così, mentre si  lavorava  alla rimodulazione oraria per cercare di bilanciare le varie esigenze scuola-famiglia  lo scenario è mutato di nuovo, e di colpo.

L’ulteriore ordinanza 413 del  6 novembre, emanata in tarda serata imponeva, addirittura dal giorno successivo la predisposizione di una Didattica mista al primo ciclo ignorando completamente che ciò comportasse un nuovo e diverso impegno da parte della scuola per rendersi, nei fatti, e non a parole, capace di supportare in contemporanea, in tutti i plessi, in maniera efficace, delle connessioni sincrone per un numero elevato di ore.

Si sta lavorando anche a questo nonostante vi siano vari problemi e contenziosi in atto con privati cittadini per il potenziamento della linea. Si stanno pianificando soluzioni.

Nell’immediato però c’era la necessità di dare indicazioni per lo svolgimento dell’attività didattica da cui il dispone dirigenziale che ha previsto, in via iniziale e fino a nuove indicazioni operative, una didattica in presenza e a distanza asincrona.

In questo gioco delle parti, perfettamente in linea con l’omonima commedia pirandelliana del grottesco, siamo diventati pedine di un gioco poco dignitoso che sta inferendo un colpo mortale alla Scuola in senso lato.

Mi sento, comunque, di rassicurare tutti visto che in questi giorni, stiamo lavorando e valutando le soluzioni operative praticabili per rendere effettiva la DDI per quanti ne stanno facendo richiesta ma, nello stesso tempo, mi sento altresì di ribadire con forza, e senza alcun timore, che non ci impensieriscono per nulla le minacce pervenuteci da più parti di far ricorso ai “piani alti” in quanto, quest’ultimi, sono ben informati delle singole criticità del nostro Circolo didattico così come di qualsiasi altra scuola del territorio di competenza, e sono, inoltre,  perfettamente  consci dell’impegno che stiamo mettendo in campo per adeguarci a quelle che più che disposizioni ragionate appaiono proclami elettorali.

Concludo questa mia lettera a cuore aperto dicendovi che se fossi nella condizione di fare miracoli più che rendere la DDI “immediatamente disponibile” così come con faciloneria intimatoci procurando null’altro che malanimi, farei scomparire questo virus che tanto sta sconvolgendo le vite di tutti, soprattutto dei nostri bambini.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                                                              dott.ssa Laura Filomena Flagella

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