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Lidya Colangelo strappa le linee di mandato di Miglio: BASTA RETORICA!

“Il Sindaco si rivela ostaggio delle varie componenti della sua maggioranza”

Dopo più di sette anni di amministrazione Miglio, ho richiesto, insieme agli altri colleghi consiglieri di opposizione, la verifica delle linee programmatiche di mandato, così come previsto dall’articolo ai 9 dello Statuto del Comune di San Severo.
In maniera provocatoria, al termine dell’intervento, ho “strappato” la delibera contenente le Linee Programmatiche in quanto evidentemente disattese, ignorate da una politica di navigazioni a vista e di mancanza di programmazione.
Durante la disamina dei vari punti inseriti nel programma della Coalizione a guida Miglio, non ho potuto fare a meno di constatare che quasi tutti, a più di metà mandato, sono ancora disattesi. In occasione della votazione a favore di tali linee, mi sono fatta portavoce per l’attuazione di dieci punti proposti da Città Civile e sottoscritti da Miglio prima del ballottaggio: nessuno di questi punti è stato ancora realizzato né preso in considerazione.
Solo per citare alcuni esempi: non è stato istituito l’Ufficio Politiche per la Sicurezza, non è stata potenziata la videosorveglianza, non è stata migliorata la qualità urbana. Nel corso di questi anni drammatici, il tema della Legalità è stato utilizzato solo come mero strumento di marketing politico. Gli aspetti preventivi, la promozione della legalità attraverso più efficaci politiche culturali, il contrasto non repressivo alla criminalità organizzata e il potenziamento del controllo del territorio, elementi concorrenti e ineludibili per favorire la qualità della vita della comunità, non hanno incontrato un ruolo determinante e realmente operativo dell’Amministrazione Comunale.
Sul fronte della valorizzazione delle risorse economiche, della lotta all’evasione, della gestione dei tributi locali e della qualità dei servizi, risulta del tutto evidente uno spettacolo di improvvisazione e sciatteria amministrativa che ha portato ad un aumento vertiginoso della tassazione locale e, in modo particolare, dell’irpef e della tari a causa delle alte percentuali di impurità nella raccolta differenziata e dell’assenza di serie politiche di lotta all’evasione fiscale che, ad oggi, ha superato il 30% della popolazione.
Nel mio intervento in Consiglio Comunale mi sono soffermata in modo particolare sull’assenza totale di intelligenti politiche culturali. A San Severo, infatti, le poche iniziative organizzate navigano a vista nella dimensione dell’intrattenimento associativo di piccolo cabotaggio. Il teatro Giuseppe Verdi, uno dei teatri lirici più belli d’Italia, è stato ridimensionato a palcoscenico di prosa e cabaret. Non è stato nominato un degno e titolato direttore artistico né assunto personale. Le politiche culturali sono prive di strategie di marketing territoriale per promuovere un minimo flusso turistico esterno. Non vi è, dunque, non solo alcuna ricaduta sul piano finanziario ma, soprattutto, sullo sviluppo del territorio. Assenti sempre dalle iniziative sono le periferie; inesistente la valorizzazione artistica e turistica della nostra Città.
Disattesi gli impegni di istituire un Comitato di Controllo Ambientale che abbia al proprio interno esperti e forze dell’ordine per combattere i reati contro la natura e per prevenire in modo intelligente e lungimirante. Resta solo sulla carta la Consulta dell’Agricoltura se poi, nel pratico, vengono sottratte somme destinate alla manutenzione delle strade interpoderali.
Sono solo alcuni dei punti inseriti da Miglio nelle linee programmatiche di mandato e apertamente disattese. La Delibera di Consiglio del 31 Gennaio 2020 è reperibile sull’Albo Pretorio del Comune di San Severo: invito tutti i cittadini a scaricarla e a verificare in autonomia quanto essa sia quasi completamente inattuata.
Il Sindaco si rivela ostaggio delle varie componenti della sua maggioranza, perennemente impegnato a gestire gli equilibri e a non risolvere i problemi della città: privo del potere di nominare gli assessori della sua Giunta sulla scorta delle competenze ma completamente piegato alle volontà di ogni singolo Consigliere Comunale e di ogni gruppo politico pur di mantenere i numeri che lo reggono in Consiglio Comunale.
Ho strappato la delibera perché contiene retorica acchiappavoti e non un serio e tangibile impegno a favore della Città: la nostra San Severo si deve amare e amministrare nei fatti, nel lavoro costante di ogni giorno, rimboccandosi le maniche per passare da un “programma di mandato” a una concreta attuazione dello stesso.

Lidya Colangelo
Consigliere Comunale – Città Civile

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