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L’impegno di Lallo contro tutte le forme di dipendenza

Ad alcuni bambini di una tribù africana, un antropologo propose un gioco.

Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini: “Il primo che arriva vincerà tutta la frutta”.

Quando gli fu dato il segnale per partire,

tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.

Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero: “UBUNTU – Come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”

UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”.

L’aumento considerevole di centri scommesse, case da gioco, sale bingo, ricevitorie e agenzie ippiche, nonché bar e tabacchi con una presenza evidente oppure occultata di slot-machines, senza tralasciare la grandissima diffusione dei giochi on-line nella rete (casinò virtuali, scommesse online..) dicono quanta distanza ci sia oggi fra la cultura di quella Tribù africana e la nostra cultura secolarizzata.

Abbiamo perso, ahimé,  il gusto di giocare e condividere con gli altri il nostro tempo, sminuendo la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario sino alla compulsione che imprigiona il soggetto in un circolo vizioso, al punto da trascurare, nei casi patologici, i rapporti umani, sociali e familiari con perdita del lavoro, peggioramento della qualità della vita e aumento della violenza intrafamiliare.

Con il contributo dei mezzi televisivi e la complicità di personaggi noti dello sport che invogliano a giocare (salvo poi, ipocritamente, avvertire che esso può determinare dipendenza) sono indotti al gioco bambini e ragazzi, uomini e donne di tutte le età, adulti e anziani.

Sono soprattutto le fasce più deboli, però, e gli indigenti ad essere maggiormente vulnerabili a causa della minore scolarizzazione, della precarietà e/o mancanza di lavoro e chi è in difficoltà economiche.

Tanti, infatti, non avendo il minimo necessario per vivere sono alla ricerca di soluzioni “magiche” ai problemi della quotidianità, sicché affidano la “svolta” non più all’impegno personale e/o alla condivisione delle difficoltà con quanti gli stanno vicino, ma alla scommessa.

È, infatti, in forte aumento il numero delle persone che confidano nel  gratta e vinci o “sperano” nelle macchine mangiasoldi per risolvere una situazione economica disastrosa.

I numeri non sono confortanti e sono in completa controtendenza rispetto a tutti gli altri indicatori economici del Paese. L’introduzione di tutti questi nuovi giochi e la costante campagna promozionale che li accompagna, portano gli Italiani a investire sempre più denaro nel gioco d’azzardo. Non a caso, negli ultimi anni, a fronte di un’evidente contrazione dei consumi domestici, la spesa per il gioco d’azzardo ha raggiunto proporzioni tali da diventare in pochi anni la terza “industria” italiana, interessando il 4% del Pil nazionale con 5.000 aziende, 120.000 addetti, 400.000 slot machine, 6.181 punti di gioco autorizzati.

Sono 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già malati.

Sono necessari 5-6 miliardi l’anno per far fronte alle conseguenze sociali del gioco, tra spesa sanitaria diretta – cure mediche e psicologiche – e costi indiretti – perdita del lavoro, progressivo degrado della qualità della vita e aumento della violenza in famiglia – mentre le tasse incassate dallo Stato sono solo 8 miliardi.

Il fenomeno sta assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale con la peculiarità di intrecciare ai risvolti sociali e alle conseguenze sanitarie, sopra detti, anche aspetti criminali: la necessità impellente di giocare può portare – lo sappiamo – a comportamenti illeciti così come al ricorso all’usura, non a caso quello del gioco è diventato il principale settore di infiltrazione criminale, attirando gli appetiti di tutte le maggiori organizzazioni criminali specialmente nella gestione e noleggio delle slot machine, come dimostrano le numerose indagini delle Direzioni distrettuali antimafia in diverse città italiane.

Si tratta di un giro d’affari, probabilmente stimato per difetto, di 10 miliardi di euro all’anno, che ritaglia all’interno del settore legale ampie sacche di illegalità in grado di alterare l’economia e il mercato.

Ecco, perché, non è più prorogabile l’impegno delle Istituzioni, a qualsiasi livello, per debellare questo fenomeno, a volte illegale, rimuovendo le cause che lo determinano, come pure è auspicabile un maggiore controllo delle sale da gioco che non sempre rispettano le norme che vietano e sanzionano, per esempio, l’accesso dei minori.

In quest’ottica è lodevole l’impegno assunto formalmente dalla coalizione di centro destra, in primis dal candidato Sindaco, Leonardo Lallo, con la pubblicazione del proprio programma elettorale, che  intende porre particolare attenzione, in nome del progresso della persona, alla prevenzione e al contrasto di tutte le forme di dipendenza ben compresa quella dal gioco d’azzardo, dando così piena attuazione alla L. Regionale n. 43 del 13/12//2013.

I candidati consiglieri Luigia Vitale e Michele Compagnone

Lista civica Sindaco Lallo

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