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L’IMPOSSIBILE NON ESISTE, MA NON E’ GRATIS

Nessun sogno è impossibile,  ma tutti costano fatica, rinunce. C’è un biglietto da pagare, ma il premio da pagare è alto. In televisione si dice che arrivare al successo sia una questione di fortuna, ma restarvi è tutta abilità. Non ho memoria di un artista o imprenditore  che sia rimasto sulla breccia per molti anni senza avere lavorato sodo. Arrivereste mai a pensare di vincere la medaglia d’oro nei centro metri alle Olipiadi solo perché fate dieci minuti di corsa alla settimana sul tapis roulant?

Avere un sogno è una condizione necessaria ma non sufficiente alla sua realizzazione, tra la definizione dell’obiettivo e il suo compimento c’è un lungo percorso.

Quando avevo vent’anni pensavo a come guadagnare più soldi con i lavori più pesanti e molte volte umilianti senza mai arrendermi al “vero” razzismo vissuto a Torino alle umiliazioni della povertà e quant’altro, ma nella mia testa c’era solo un sogno, “vincere”. Pensai più volte di come fossi fortunato a credere in me, sembrava che desiderare una cosa potesse portare alla sua realizzazione.

Ripensandoci a distanza di anni, ho capito che non si trattò di un caso di un potere chiamato “volere”. Nel momento stesso in cui sogniamo qualcosa, gettiamo il primo seme perché diventi realtà. E’ necessario elaborare un piano e una strategia, oltre a sapere che cosa vogliamo. Tornando al mio caso, fare più soldi e stare bene non erano obiettivi sufficienti. Occorreva pianificare anche gli step intermedi.Se non avessi lavorato duramente per anni, non sarei mai stato capace di far sorridere i miei figli. La fortuna non esiste e la sfiga neanche, esistono la botta di fortuna e l’episodio sfortunato,  i cui effetti possono anche protrarsi nel tempo, ma non ho mai conosciuto nessuno sempre fortunato o sempre sfortunato. Aspettare il colpo di fortuna o lamentarsi della sfiga sono due comportamenti ugualmente autolimitanti: il primo ci paralizza nell’attesa, il secondo ci fornisce l’alibi e giustifica al nostro io tutte le volte in cui ci siamo impegnati meno di quanto avremmo dovuto. Prendere coscienza che siamo protagonisti della nostra fortuna e sfortuna è fondamentale, radica in noi la convinzione che tutto è possibile. Esiste un’età per sognare e un’età per vivere nella realtà.

Con affetto

Pino Accettulli

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