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L’INCORONAZIONE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO

di MARIO BOCOLA

Era l’8 maggio 1937: una data storica per San Severo
Dopo la proclamazione a Patrona aeque Principalis della Città e Diocesi di San Severo il culto per la Madonna del Soccorso crebbe per cui si rese necessario cingere il capo della Vergine con corona aurea. Tale fausto avvenimento fu motivo di gaudio e gioia infinita per la popolazione di San Severo e per il suo sconfinato amore verso la Mamma Nera.

Si riportano alcuni punti particolarmente importanti del Decreto pontificio firmato: Giovanni Bressan-Canonico Attuario e Giovanni Ferrara Cancelliere, dato a Roma il giorno 22 febbraio dell’A.D. 1937, anno sedicesimo del pontificato del Signor nostro Papa Pio XII: «Al nostro capitolo cui appartiene il privilegio, l’onore di coronare le sacre immagini della Beata Vergine Maria, molto celebri, o per l’antichità del culto o per l’abbondanza dei miracoli, tu non è molto hai esposto che nella Provincia di Foggia presso la tua insigne città episcopale di San Severo è piamente venerata da antichissimo tempo nel suo santuario, una antichissima statua in legno della Madre di Dio, sotto il titolo di Maria SS. del Soccorso alla quale da Regioni molto lontane accorrono innumerevoli fedeli, sia per implorare l’aiuto della Vergine, sia per ringraziarla dei favori ricevuti… perciò mosso da un singolare sentimento di pietà verso la Santissima Madre di Dio, tu chiedesti insistentemente perché l’augusta immagine fosse decorata di quella corona di oro di cui il nostro capitolo suole redimere le prodigiose immagini della Beata Vergine Maria…Pertanto noi che siamo sempre solleciti allorché si tratta del culto della SS. Vergine, perché le si presti sempre e ovunque devozione, abbiamo voluto volentieri soddisfare a queste suppliche. Quindi il giorno 14 febbraio di quest’anno congregati nell’aula capitolare dopo aver riconosciuto dai documenti presentati esservi per questa santissima immagine quanto si richiede per la solenne INCORONAZIONE, abbiamo unanimamente decretato ed ordinato che la medesima venerata immagine del Soccorso sia solennemente decorata di corona di oro».

Le due corone d’oro che vennero poi usate per la cerimonia dell’INCORONAZIONE, che avvenne il giorno di sabato 8 maggio 1937 in piazza Luigi Zuppetta, non furono altro che le stesse due corone auree ottocentesche fatte confezionare a Napoli dall’orafo Gaetano Muscetti sotto il priorato di Matteo Mascia: corone che successivamente per l’occasione dell’8 maggio 1937 furono arricchite di pietre preziose incastonate in oggetti d’oro, regalate dalle signore della città di San Severo. La cerimonia si svolse nella piazza attualmente denominata Piazza dell’INCORONAZIONE con una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Camillo Caccia Dominioni. Per l’occasione Mons. Biagio Verghetti compose l’inno dell’INCORONAZIONE. Alla presenza del notaio Umberto De Iulio (che pubblicò l’atto di consegna delle due corone) e del podestà (carica corrispondente attualmente a quella di sindaco) Michele Di Lembo, la cerimonia fu di una eccezionale pomposità e fu voluta per espresso desiderio del precedente pastore Mons. Emanuele Merra, che propose per primo l’idea di incoronare la Vergine del Soccorso con corona aurea. Il suo intento fu portato a termine da Mons. Oronzo Durante, vescovo della nostra città dal 1922 al 1941 e dal priore dell’arciconfraternita Francesco Mascia. Nella ricorrenza del primo centenario della Proclamazione della Vergine del Soccorso a patrona di San Severo (1857) fu inaugurato nella piazza in cui avvenne la cerimonia del 1937, un monumento in marmo pregiato bianco di Carrara raffigurante la Vergine del Soccorso. Sul basamento marmoreo di questo monumento si legge la seguente iscrizione: «O MARIA, REGINA E MADRE DEL SOCCORSO, TE ACCLAMA SPERANZA E VITA IL POPOLO DI SAN SEVERO DEVOTAMENTE GRATO NEL PRIMO CENTENARIO DELLA TUA PROCLAMAZIONE A CELESTE PATRONA DELLA CITTÀ E DIOCESI 1857-1957». Il monumento che rappresenta molto della storia del popolo sanseverese fu fatto scolpire dalla signorina Teresa Masselli, fu On. Antonio Masselli.

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